La storia dell'esperimento di Tuskegee, un crudele e inumano test

La storia dell'esperimento di Tuskegee, un crudele e inumano test
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Nel 1932, il servizio sanitario pubblico degli Stati Uniti e il Tuskegee Institute decisero di attuare un esperimento che sarebbe rimasto sul libro nero della scienza per sempre: vennero reclutati 399 inconsapevoli afroamericani malati di sifilide e 201 sani, per studiare il percorso naturale della malattia senza offrire cure.

I malati non ricevevano cure - e non veniva detto loro che soffrivano della malattia - ma ricevevano solamente placebi, pasti gratuiti e un'assicurazione di sepoltura gratuita. Perfino nel 1947, quando venne affermata la potenza della penicillina contro la sifilide, gli sperimentatori continuarono il loro crudele test.

Nel corso degli anni, gli uomini malati iniziarono a sperimentare la fase terziaria successiva della sifilide: iniziarono a diventare ciechi, soffrire di insufficienza degli organi, sviluppare demenza e paralisi e, alla fine, la morte. Tutto questo, mentre gli scienziati erano consapevoli e stavano osservando questi uomini morire e soffrire.

L'esperimento continuò per diversi decenni e nel 1969 i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), che avevano preso il posto del servizio sanitario pubblico statunitense nella conduzione del servizio, decisero di continuare l'esperimento. Tutto si concluse solo nel 1972, quando un informatore fece trapelare le informazioni sullo studio al New York Times.

La storia iniziò a fare il giro della nazione e, con l'indignazione dell'opinione pubblica, l'esperimento finì in pochissimi giorni. Quando l'esperimento si concluse, però, 128 pazienti erano morti di sifilide, 40 delle mogli degli uomini erano state infettate dalla malattia e 19 dei loro figli avevano avuto la sifilide congenita trasmessa a loro.

FONTE: iflscience
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