La storia del gorilla Koko che poteva comunicare con gli umani: lo faceva davvero?

La storia del gorilla Koko che poteva comunicare con gli umani: lo faceva davvero?
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I gorilla sono le creature più vicini alla razza umana di tutti. É da secoli che si studia l'intelligenza di questi animali e, giorno dopo giorno, gli scienziati sono rimasti sempre più sorpresi da queste creature. Alcuni di questi primati hanno sviluppato abilità incredibili, come la gorilla Koko che riusciva a comunicare con la lingua dei segni.

Nata nello zoo di San Francisco, la gorilla ha trascorso tutta la sua vita circondata da umani. Koko, durante la sua infanzia, venne portata in un ospedale per essere curata da una malattia molto grave e qui conobbe Francine Patterson, una ricercatrice con cui sviluppò un legame fortissimo. Effettivamente, i legami sociali dei gorilla sono simili a quelli umani.

Insieme al collega Charles Pasternak, Patterson si prese cura di Koko fin quando non fu pronta a lasciare l'ospedale. Alla fine, visto il legame che aveva stretto con i ricercatori, la gorilla venne affidata a loro. É stata proprio la ricercatrice ad insegnare alla grande scimmia una versione semplificata della lingua dei segni americana, fino ad imparare 1500 parole.

Secondo la ricercatrice, Koko possedeva un vocabolario simile a quello di un bambino umano di tre anni ed era molto più intelligente di un gorilla medio. La sua vita in cattività e a stretto contatto con gli umani hanno potenziato le capacità comunicative della creatura. Sono tanti i ricercatori che hanno cercato di insegnare la lingua dei segni ai gorilla e, nonostante molti ci siano riusciti, Koko è sicuramente l'esempio migliore di tutti.

Le capacità del linguaggio e della comunicazione del gorilla, tuttavia, sono ancora oggi oggetto di dibattito e interpretazione. Molti affermavano che Koko fosse capace di capire nomi, aggettivi, verbi semplici e perfino di porre e rispondere a domande semplici come un bambino umano; dei test oggettivi affermavano che la gorilla possedesse un QI compreso tra 70 e 90 sulla scala del QI infantile per gli umani (un punteggio non indifferente!).

Koko è stata in grado di riconoscersi allo specchio a 19 anni, un'età in cui la maggior parte dei gorilla fallisce il test, dimostrando una grande consapevolezza di se stessa e del suo aspetto. Famosa è la storia del gattino adottato da Koko a cui era molto affezionata. Purtroppo, dopo la morte del micio, la gorilla affermò la sua "tristezza" e che voleva "piangere".

Tuttavia, secondo altri ricercatori molte delle capacità comunicative di Koko erano semplicemente state esaltate da Patterson e Pasternak, ricorrendo nel cosiddetto "bias di selezione". Koko, secondo i rapporti, faceva spesso segni senza senso e sembra che i ricercatori abbiano scelto di enfatizzare i momenti in cui i suoi segni avevano un senso, minimizzando le altre volte.

Insomma, sicuramente ci sono dei dubbi, ma la storia di Koko è davvero stupenda. Una storia simile a questa è quella del Pappagallo Alex che fece una domanda esistenziale.

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