La storia e le origini degli scacchi: ecco com'è cambiato il gioco dalla sua invenzione

La storia e le origini degli scacchi: ecco com'è cambiato il gioco dalla sua invenzione
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Ultimamente si sente sempre più parlare di scacchi, merito soprattutto grazie alla popolare serie tv di Netlix la "Regina degli scacchi" (titolo originale "The Queen's Gambit"). È quindi arrivato il momento di parlare di questo meraviglioso gioco di strategia.

Le prime versioni del gioco apparvero nel VI secolo in India. Era chiamato chaturanga e veniva giocato su una scacchiera otto per otto. Come nella versione odierna, i pezzi rappresentavano diversi ruoli dell'esercito imperiale e ogni pedina si muoveva in modi diversi. Grazie alla sua validità, il gioco si diffuse anche al di fuori dell'India, perfino sotto il dominio arabo nel nuovo Iran islamico, dove il gioco divenne noto come shatranj.

Il gioco si diffuse anche in Cina (dove venne chiamato xiangqi), Giappone, Thailandia (e veniva chiamato makruk) e perfino in Russia, probabilmente attraverso i commercianti del primo medioevo. A sua volta, il gioco arrivò anche in Europa attraverso le interazioni con le terre islamiche a est, così come l'influenza della conquista islamica degli Omayyadi di Spagna e Portogallo.

Secondo una leggenda, inoltre, Carlo Magno ricevette un set di scacchi dal califfo Harun al-Rashid, che governò la Umma islamica, nell'ottavo secolo. Insomma, il gioco degli scacchi si diffuse rapidamente in tutte le terre colonizzate. Nel 12esimo secolo tutti ci giocavano: da re e regine fino a commercianti e contadini. Sempre in questo periodo, il gioco iniziò lentamente a trasformarsi in quello che è oggi.

Nel 1500 vennero cambiate alcune regole e il nome di alcune pedine: il pezzo del "ministro" venne cambiato in "regina", mentre "l'elefante" (una truppa usata in India) venne trasformato in "alfiere". Gli scacchi moderni continuarono ad essere perfezionati durante il primo periodo moderno. A metà del XIX secolo, alcuni dei primi tornei di scacchi dimostrarono la necessità di limiti di tempo, che furono successivamente stabiliti.

Insomma, un gioco che ha sempre legato tutti e che - come tutte le grandi cose - non sarà mai dimenticato.

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