Questa moneta rinvenuta a Gerusalemme ci racconta la storia di una saguionosa rivolta

Questa moneta rinvenuta a Gerusalemme ci racconta la storia di una saguionosa rivolta
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Le autorità israeliane che si sono occupate degli scavi archeologici nella città santa, finanziati dalla Ir David Foundantion, hanno confermato la scoperta di una moneta in bronzo che potrebbe risalire alla rivolta di Bar Kokhba (132-136 d.C.).

Donald Tzvi Ariel, capo del dipartimento del conio nel IAA (Autorità delle antichità israeliane), spiega che sono riusciti a riconoscere la provenienza della moneta osservando le incisioni: da un lato vi era scritto "Anno 2 dalla Liberazione di Israele", dall'altro vi era raffigurata una palma. Inoltre, grazie a questa frase, sono riuscita anche a datare la moneta.

Secondo la Biblioteca virtuale israeliana, nei primi due anni di rivolta erano incise affermazioni che rimandassero alla liberazione di Gerusalemme e dell'intera regione. Negli ultimi anni, prima della sconfitta definitiva delle truppe israeliane, cominciarono ad essere incisi dei messaggi di speranza al fine di sollevare il morale del popolo ebraico, sempre più dilaniato dalla guerra.

La rivolta di Bar Kokhba scoppiò nel 132 d.C., quando ancora Gerusalemme era un dominio dell'Impero Romano - guidato all'epoca dall'Imperatore Adriano (117-138 d.C.).

Le tensioni religiose tra i romani pagani e gli ebrei monoteisti stavano diventando sempre più forti, soprattutto dopo la decisione dell'Imperatore romano di rinominare la città santa "Aelia Capitolina" e renderla un luogo di culto per il dio Giove.

Nel 132 d.C., Shimon Ben-Kosiba, anche detto Bar Kokhba (figlio delle stelle) decise di raccogliere parte del popolo d'Israele e condurlo in una lotta civile contro i romani assediati nella città.

Secondo Raymond Scheindlin, professore di letteratura medievale ebraica, il nome del leader doveva rimandare al Messia della Torah. Infatti, la figura di Bar Kokhba venne percepita non solo come un coraggioso comandante militare, ma anche come un possibile e futuro re giudeo.

Oltre a guidare le piccole milizie contro l'esercito romano, il capo della rivolta diede l'ordine di coniare delle monete che potessero essere riutilizzate dopo la liberazione di Gerusalemme dal dominio straniero.

Grazie alla loro posizione in tutto il territorio israeliano, gli archeologi sono riusciti a risalire alle diverse tappe della rivolta. Tuttavia, non era mai stata trovata, fino ad oggi, una moneta proprio nella città santa.

"E' possibile che un soldato romano della decima legione abbia trovato la moneta durante una delle battaglie nella regione e l'abbia portata indietro nel campo base a Gerusalemme come una sorta di souvenir" sostengono gli archeologi dell'IAA.

Bar Kokhba venne ucciso in battaglia nel 135 d.C., ma la ribellione e la stampa delle monete proseguì per un altro anno. I ribelli, spesso, per mandare un messaggio di forte opposizione ai legionari, prendevano persino le monete romane e incidevano sopra esse i simboli della libertà di Israele.

La speranza, però, trasmessa da questi piccoli reperti rimase solo una stampa su bronzo. Gli ebrei vennero sconfitti definitivamente nel 136 d.C.. Molti vennero deportati nel nord della regione, in Galilea, e venduti come schiavi. Gerusalemme venne ricostruita secondo il modello urbano di Roma e, in una sorta di rivendicazione sfacciata, Adriano decise di inserire una statua che lo raffigurasse - diventando simbolo di una sconfitta che aveva reso il popolo giudaico schiavo dell'Impero.

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