La storia dello scheletro che sembra "alieno" trovato nel deserto di Atacama

La storia dello scheletro che sembra 'alieno' trovato nel deserto di Atacama
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Nel 2003 nel deserto di Atacama, in Cile, venne scoperto uno scheletro molto particolare, di circa 15 centimetri, che generò subito una gran quantità di speculazioni. Il motivo non sembra difficile da immaginare visto l'aspetto, che fa immaginare una figura aliena, ma la realtà è ben diversa.

Con un cranio insolitamente lungo, orbite giganti e con solo 20 costole invece di 24, questo scheletro - chiamato Ata - appartiene a un feto umano prematuro e lo sappiamo grazie a un'analisi genetica delle ossa condotta da numerosi ricercatori. L'unica cosa che conosciamo sul suo conto, a parte che era una femmina, è che la mummia esiste da circa 500 anni.

Il suo DNA conteneva sette geni associati a malformazioni ossee e facciali, fusione articolare prematura e nanismo. Delle mutazioni legate al nanismo, insieme a un raro disturbo dell'invecchiamento osseo, spiegano facilmente l'insolito aspetto dello scheletro (a proposito, ecco l'unico uomo nella storia a essere stato sia un nano che un gigante). Tuttavia questa analisi si è rivelata controversa, poiché un altro studio ha spiegato che l'aspetto non era nient'altro che il risultato di una complicazione durante la gravidanza o il parto, o come risultato del processo di mummificazione.

Ata venne scoperta infatti da un cacciatore di tesori chiamato Oscar Muñoz nel 2003, accanto a una chiesa abbandonata nella città fantasma di La Noria (a detta sua). Muñoz affermò di aver trovato lo scheletro avvolto in un panno bianco all'interno di un sacchetto di pelle e decise di venderlo subito dopo. I resti quindi finirono all'interno di una collezione privata a Barcellona.

Tuttavia, la storia sul ritrovamento è controversa e secondo il Consiglio nazionale dei monumenti cileni i resti sono stati riesumati illegalmente nel 2003 e portati fuori dal paese. Non è raro trovare delle mummie in questo luogo, poiché l'antica cultura Chinchorro mummificava intenzionalmente i corpi - grazie al caldo intenso e alla mancanza di umidità nel deserto di Atacama - per venerare i loro morti.

FONTE: iflscience
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