Una storia di sessismo accademico: la scoperta della prima pulsar

Una storia di sessismo accademico: la scoperta della prima pulsar
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Susan Jocelyn Bell, anno del signore 1967, sta osservando il cielo con un array radio per studiare la scintillazione delle quasar (contrazione di QUASi-stellAR radio source, cioè "radiosorgente quasi stellare",un nucleo galattico attivo estremamente luminoso), quando osserva un segnale intermittente regolare nelle onde radio.

"C'è una società aliena che ci manda segnali radio ad altissima potenza!" pensarono alcuni (chi scherzando, chi meno), una volta esclusa l'opzione che tali segnali fossero di provenienza terrestre; questo perché il tempo che l'oggetto impiegava ad apparire era in sincronia con il giorno siderale invece che con il giorno solare e la potenza emessa era di alcuni ordini grandezza superiore a quella producibile artificialmente. E così il nome dell'oggetto divenne ufficialmente "LGM", Little Green Men, piccoli omini verdi. In particolare, LGM1 era una pulsar, nome che stava originariamente per "sorgente radio pulsante", e che ora sappiamo essere una stella di neutroni (scoperti nel 1932 da Sir James Chadwick, con relativo premio Nobel del 1935. Nota di colore: Majorana commentò la scoperta dicendo "Che cretini! Hanno scoperto il protone neutro e non se ne accorgono!"). Nelle prime fasi della sua formazione si osserva la sua radiazione elettromagnetica in coni ristretti, come impulsi emessi ad intervalli estremamente regolari, visibili se la Terra si trova nel cono luminoso di emissione. Le stelle di Neutroni erano già state teorizzate nel 1934 da Walter Baade e Fritz Zwicky.

Purtroppo il passato è quello che è, e dobbiamo farci i conti. Fu assegnato il premio Nobel per la scoperta nel 1974 (10 anni dopo), ma non fu assegnato a Jocelyn Bell, bensì al suo relatore di tesi, Antony Hewish (capita a volte che gli studenti facciano scoperte importanti, e vanno premiati). Una delle storie di sessismo accademico più famose di cui si abbia memoria, senza considerare il fatto che il 1974 non è neanche poi così lontano nel tempo. Tuttavia la cara Jocelyn Bell continuò a studiare, a fare ricerca e ad insegnare ed ebbe una carriera estremamente brillante. Carriera che dura ancora oggi.

Non possiamo annoverare il Nobel, tra i suoi riconoscimenti, ma possiamo invece considerare: Medaglia Albert A. Michelson del Franklin Institute di Filadelfia (1973), Premio J. Robert Oppenheimer Memorial del Center for Theoretical Studies (1978), Premio Beatrice M. Tinsley dell'American Astronomical Society (1986), Medaglia Herschel della Royal Astronomical Society (1989, di cui sarà presidente dal 2002 al 2004), Jansky Lectureship al National Radio Astronomy Observatory (1995), Premio Magellano dell'American Philosophical Society (2000), Fellow of the Royal Society (2003), Fellow of the Royal Society of Edinburgh (2004), le è stato dedicato un asteroide, 25275 Jocelynbell (2004), Grote Reber Medal all'assemblea generale dell'International Radio Science Union di Istanbul (2011), è stata nominata una delle 100 donne più potenti del Regno Unito dalla Woman's Hour della BBC Radio 4 (2013), è stata eletta Presidentessa della Royal Society di Edimburgo (2014), è stata la prima donna a ricoprire tale carica, mantenuto dal 2014 al 2018, quando le è succeduta la Professoressa Dama Anne Glover, Royal Medal della Royal Society (2015), Women of the Year Prudential Lifetime Achievement Award (sempre 2015), Institute of Physics President's Medal (2017), Special Breakthrough Prize con un premio in denaro di 3 milioni di dollari (2018).

Che poi alla fine il Nobel a che serve? Si fa anche senza.

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