Storica sentenza della Corte dei Diritti Umani: illegale inserire backdoor nelle app

Storica sentenza della Corte dei Diritti Umani: illegale inserire backdoor nelle app
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La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito, con una storica sentenza, ha stabilito che le leggi che richiedono di inserire backdoor nelle applicazioni allo scopo di ridurre l’efficacia dei sistemi di crittografia rappresentano una violazione dei diritti umani e per tale ragione è illegale.

Come si può leggere nella sentenza avente ad oggetto il caso di Podchasov contro la Russia, la Corte di Strasburgo ha stabilito che "la legislazione contestata che prevede la conservazione di tutte le comunicazioni internet di tutti gli utenti, l'accesso diretto dei servizi di sicurezza ai dati archiviati senza adeguate garanzie contro gli abusi e l'obbligo di decrittografare le comunicazioni crittografate, come applicato alle comunicazioni crittografate da punto a punto, non possono essere considerate necessarie in una società democratica."

La sentenza fonda le sue radici in una controversia legale del 2017, quando l’FSB russo aveva chiesto all’applicazione di messaggistica Telegram di fornire tutte le informazioni tecniche per decrittografare le comunicazioni degli utenti. Anton Valeryevich Podchasov aveva impugnato l'ordinanza in Russia, ma la sua richiesta è stata respinta. Il querelante nel 2019 ha quindi deciso di portare la questione davanti alla Corte di Giustizia Europea, dal momento che la Russia aveva aderito al Consiglio d’Europa nel 1996 prima di uscirne nel 2022 a seguito dell’invasione dell’Ucraina.

Dal momento che il caso risaliva al 2019, ovvero prima che la Russia uscisse dal Consiglio d’Europa, la CEDU ha continuato ad esaminare il caso ed ha sentenziato a favore di Podchasov, con una decisione che potrebbe fare giurisprudenza.

Nella sentenza di legge che la corte russa che impone a Telegram "di decrittografare le comunicazioni crittografate end-to-end rischia di equivalere a un obbligo per i fornitori di tali servizi di indebolire il meccanismo di crittografia per tutti gli utenti”, e per tale motivo si tratta di un requisito sproporzionato rispetto alla legge.

Soddisfatto per la decisione Patrick Breyer, membro del Parlamento Europeo per il Partito Pirata, il quale ha accolto favorevolmente la sentenza che di fatto rende incompatibile con il diritto UE il sistema Chat Control. "Con questa eccezionale sentenza storica, la sorveglianza 'client-side scanning' su tutti gli smartphone proposta dalla Commissione europea nella sua legge sul controllo delle chat è chiaramente illegale", ha affermato Breyer.

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