Storico accordo tra Anas e MIT: una rete di sensori per monitorare i ponti

Storico accordo tra Anas e MIT: una rete di sensori per monitorare i ponti
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Dopo i fatti di Genova, l'Anas utilizzerà una strategia studiata dal Senseable City Lab Consortium del MIT per monitorare costantemente la tenuta delle infrastrutture critiche come ponti e cavalcavia. Saranno usati gli accelerometri degli smartphone. Tutti i dettagli.

Il progetto parte a febbraio del 2019 con due infrastrutture di test: il Grande Raccordo Anulare di Roma e l'Autostrada Roma-Fiumicino.

Le Smart Road Anas sono una realtà ormai inserita nei programmi di Anas", ha detto il Presidente di Anas, Ennio Cascetta. "Investiamo 250 milioni nel prossimo triennio e pensiamo a un investimento di 1 miliardo di euro nei prossimi anni. La scommessa è quella di rendere le strade del futuro non solamente in grado di far circolare le auto del futuro e quindi con guida progressivamente più autonoma, ma anche strade più intelligenti nel senso di conoscere le condizioni del traffico, di mettere in motto una serie di interventi e misure per promuovere la sicurezza stradale. Siamo in una fase profondamente nuova dell’ingegneria e della gestione delle rete stradali in Italia e nel mondo. Abbiamo il doppio compito di mantenere e rendere più funzionali e sicure le strade che abbiamo ereditato dai 90 anni di storia dell’Anas e nel tempo stesso far entrare queste strade nel futuro, che saranno fatte di fibra ottica e di silicio oltre che di cemento e asfalto"

"Questo approccio innovativo implementa i metodi di monitoraggio dei ponti già applicati sulla nostra rete", ha spiegato, invece, il CEO di Anas Gianni Vittorio Armani. "Anas nel 2018 ha infatti eseguito oltre 37.000 ispezioni sui 13.000 ponti, viadotti e cavalcavia in gestione. L'accordo siglato con Mit contribuisce a sperimentare un sistema che, utilizzando dati diffusi e immediatamente disponibili, fornisca ulteriori informazioni sul comportamento delle opere durante il loro funzionamento in esercizio, utili a integrare e diversificare l'ampia catena di controlli già messa in campo da Anas per la vigilanza della rete, sempre più basata sulle nuove tecnologie. L'adozione di soluzioni innovative fa parte della svolta strategica che Anas ha impresso da tre anni nella valorizzazione degli asset stradali esistenti, volta a garantire una maggiore sicurezza e comfort di guida".

I dati diffusi e immediatamente disponibili di cui parla Armani sono quelli degli smartphone dei guidatori e delle centraline delle auto di ultima generazione, che, dotati di accelerometro, sarebbero in grado di fornire un feedback sulle frequenze modali di un ponte —e dunque la sua tenuta.


Ma non solo, anche 1200 sensori fissi che si aggiungono ai così detti sensori partecipativi di chi vorrà collaborare attraverso delle app create appositamente.

Nuove tecnologie, unite ai controlli e alle manutenzioni già oggi svolte da Anas —sono 11 i miliardi investiti nelle manutenzioni fino al 2020—permetteranno la messa in sicurezza delle infrastrutture utilizzate ogni giorno da milioni di automobilisti.

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