Le stranezze dei Vombati: oltre a fare la cacca cubica ora sono anche biofluorescenti!

Le stranezze dei Vombati: oltre a fare la cacca cubica ora sono anche biofluorescenti!
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La specie dei Vombati, i piccoli marsupiali quadrupedi dell'Australia meridionale, è piuttosto singolare: hanno la particolarità di produrre escrementi cubici e adesso - grazie ad una nuova ricerca - sappiamo che questi animaletti sono anche "biofluorescenti".

Non è passato molto tempo da quando vi abbiamo riportato la notizia che anche negli ornitorinchi è stata scoperta una proprietà molto simile. A quanto pare molti mammiferi posseggono particolari doti se sottoposti ad una luce UV, mostrando un pelo fluorescente proprio come capita ai nostri indumenti quando ci ci ritroviamo a delle feste, nei parchi giochi o in strutture dotate di lampade ad ultravioletti.

I ricercatori, vedendo i progressi e la diffusione di questa nuova peculiarità nei quadrupedi non si sono fermati ad analizzare solo vombati. Si sono dimostrati biofluorescenti anche i "formichieri spinosi", alcuni marsupiali come i bandicoot (qualcuno ha detto Crash?), i "bilby" (anche conosciuti come Macrotis), gli opossum e determinate specie di pipistrelli. La cosa più interessante di questo studio è che la biofluorescenza è apparsa in maniera netta solo negli esemplari di stampo non predatorio: probabilmente tale caratteristica avrebbe inficiato le capacità di mimetismo dei cacciatori.

I biologi e ricercatori Kenny Travouillon e Linette Umbrello hanno dichiarato: "Abbiamo provato l'emissione di raggi UV solo su appena due dozzine di mammiferi, quindi non è stata una ricerca approfondita. Probabilmente circa un terzo di loro brillava".

La biofluorescenza non va confusa con la bioluminescenza, la quale è frutto di una reazione chimica spesso intrinseca dell'organismo e che non ha bisogno di una fonte luminosa esterna. Un esempio classico sono le lucciole e i piccoli organismi della fauna marina, artefici di questo spettacolare video.

La biofluorescenza, invece, si verifica quando un essere vivente assorbe radiazioni ad alta energia e poi le riemette sotto forma di luce, ma a frequenza minore.

Saranno necessari ulteriori studi sul campo per esaminare i possibili vantaggi o svantaggi di questa capacità all'interno dell'ambiente naturale di questi animali e, dato l'alta vulnerabilità di queste specie australiane, è probabile che valga la pena controllare se questo tratto influisce o meno sul loro ecosistema.

"In questa fase, stiamo tutti indovinando il motivo per cui sta accadendo, quindi saranno necessari ulteriori test per capire veramente cosa sta succedendo", ha detto Travouillon. In programma ci sono moltissimi altri test con moltissimi variazioni di luci differenti.

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