Straordinaria scoperta a Roma: ritrovata antica "testa di cane" mezzo metro sotto la città

Straordinaria scoperta a Roma: ritrovata antica 'testa di cane' mezzo metro sotto la città
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Le scoperte di reperti dell’antica Roma sono motivo di grande fermento archeologico e le effigi dalle fattezze animali portano con sé un fascino ancora maggiore. Non molto tempo fa venne rinvenuto un reperto che mostra prigionieri barbari dati in pasto ai leoni. Stavolta gli scienziati hanno portato alla luce un’antica testa di cane in terracotta.

Il manufatto è stato rinvenuto da un team scientifico, afferente al dipartimento di archeologia del Ministero della Cultura italiano, al di sotto di un comune passaggio urbano. Gli esperti erano intenti ad effettuare rilievi presso gli scavi in via Luigi Tosti nell’Appio Latino, al fine di effettuare una sostituzione nell’impianto della reta idrica.

Durante gli accertamenti tecnici, il sopralluogo si è trasformato nell’ennesimo rinvenimento di reperti dell’antica Roma, uno degli innumerevoli disseminati nella città eterna. La statua, dalle dimensioni di appena un palmo, raffigura un cane dalle grandi orecchie puntute e dalla folta pelliccia, le cui fattezze ricoprono il manufatto fino al collo dell’animale.

Attorno al collo è possibile notare un arnese che ha tutta l’aria di essere un collare con un emblema e poco più in basso, tra le zampe, è visibile la presenza di un oggetto dalla forma circolare. La statua del cane, secondo gli archeologi, sembra essere un orpello decorativo innestato al sistema di drenaggio dei tetti, ma non avendo riscontrato la presenza di alcuna fenditura per l’effettivo drenaggio dell’acqua, il suo scopo potrebbe essere stato puramente ornamentale.

La statuetta si trovava ad una profondità di appena 0,5 metri sotto il manto stradale e non era sola. Sono stati ritrovati, infatti, altri due reperti, databili ad un periodo compreso tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.

L’analisi dei reperti rinvenuti ha permesso di constatarne l’appartenenza un tantino più macabra e lugubre rispetto all’effige canina, in quanto si tratta di un’urna funeraria in ceramica, al cui interno erano stipate ossa, e resti umani di un giovane inumato nella terra. Inoltre, nel luogo del ritrovamento sono stati rinvenuti indizi che suggeriscono lo scoppio di un incendio del luogo di sepoltura.

La Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, in merito all’entusiasmante scoperta, ha dichiarato "Ancora una volta Roma mostra importanti tracce del passato in tutto il suo tessuto urbano".

E per soddisfare la sete di antichità degli archeologi in erba tra voi, sapevate perché molte statue antiche non hanno il naso?

In calce alla notizia potete ammirare un'immagine, appartenente al fotografo Fabio Caricchia e al Ministero della Cultura italiano, che raffigura l'antico manufatto dalle sembianze canine.

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