Questo straordinario studio delle monete antiche fa luce sulla crisi finanziaria di Roma

Questo straordinario studio delle monete antiche fa luce sulla crisi finanziaria di Roma
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Una nuova analisi delle antiche valute romane ha gettato nuova luce sulla crisi finanziaria di 2000 anni fa, crisi menzionata anche dallo statista e scrittore romano Marco Tullio Cicerone nel suo trattato filosofico, De Officiis. Ancora una volta il conio romano ci permette di scoprire nuove cose, come la moneta rinvenuta a Gerusalemme.

"Gli storici hanno discusso a lungo su cosa intendesse lo statista e studioso quando scrisse 'la moneta veniva lanciata in giro', in modo che nessuno fosse in grado di capire cosa intendesse, e crediamo di aver ora risolto questo enigma", afferma Kevin Butcher, un archeologo presso l'Università di Warwick nel Regno Unito.

I ricercatori affermano di aver trovato prove di una svalutazione della valuta superiore a quanto si pensasse, con monete che erano state d'argento puro prima del 90 a.C., saranno poi tagliate con fino al 10% di rame cinque anni dopo.

"La scoperta di questa significativa diminuzione del valore del denaro ha gettato nuova luce sui suggerimenti di Cicerone di una crisi valutaria nell'86 a.C.", ha detto il dottor Butcher. La ricerca analizza la composizione delle monete antiche, nella regione dell’odierno Lazio e del Mediterraneo, confrontando i risultati con la documentazione storica.

Gli scienziati hanno utilizzato una tecnica di campionamento minimamente invasiva per analizzare le monete antiche, rivelando un calo significativo del valore del denaro. Si è scoperto che è passata dall'essere una moneta d'argento puro al diventare un conio con solo l’86% di materiale prezioso.

Negli anni successivi al 91 a.C., lo stato romano si incamminava verso il fallimento. I romani erano in guerra con i loro stessi alleati in Italia e alla conclusione della guerra, nell'89 a.C., ci fu una crisi di debito", ha spiegato il dottor Butcher. Nell'86 a.C., gli scienziati affermano che potrebbe esserci stata una sfiducia generale nella valuta, ma non è chiaro esattamente come gli antichi romani tentassero di risolvere il problema.

La scelta delle parole di Cicerone è troppo oscura perché gli storici possano determinare esattamente cosa stesse succedendo. Il suo scopo nello scriverne non era quello di illuminare la storia monetaria; stava solo menzionando il dettaglio per raccontare di un magistrato romano che si comportava male prendendosi il merito del lavoro di altri", ha detto il dottor Butcher.

Nell'87 a.C., la moneta era deliberatamente prodotta con una percentuale di rame che oscilla tra il 5% e il 10%, affermano i ricercatori.

"Questo potrebbe essere il significato delle parole di Cicerone: che il valore della moneta è stato 'sballottato' perché nessuno poteva essere certo se i denari che avevano fossero puri o meno", ha detto il dottor Butcher.

Nei decenni successivi, i ricercatori affermano che i romani evitarono di svalutare nuovamente il denaro fino a quando lo stato non dovette nuovamente affrontare enormi spese durante la guerra civile tra Pompeo e Giulio Cesare.

A proposito di monete romane, sapevate che in Turchia sono state rinvenute 651 monete romane, risalenti a 2100 anni fa?

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