Un studio spiega come Marte fosse sferzato da impressionanti temporali

Un studio spiega come Marte fosse sferzato da impressionanti temporali
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Il passato climatico di Marte è uno dei più grandi enigmi del nostro tempo: si hanno prove concrete che il pianeta fosse irrorato da mari, laghi e fiumi eppure di tutta quell’acqua non vi è più traccia. Secondo un nuovo studio in alcune zone del pianeta erano presenti perfino forti temporali e alluvioni.

La nuova ricerca, pubblicata sul sito Geology, sostiene come – in un periodo compreso tra i 3,5 e i 4 miliardi di anni fa – Marte fosse ricoperto d’acqua e non solo: studiando oltre 96 bacini lacustri del pianeta rosso, i ricercatori sono giunti alla scoperta che molti di questi son stati letteralmente “spaccati” e fratturati da un improvviso aumento del volume d’acqua. Ciò, come spesso è accaduto anche sul nostro pianeta, è indizio di una possibile “stagione delle piogge” particolarmente violenta, che ha innalzato i livelli dei laghi e dei fiumi facendo strabordare quelli aperti, e spaccando quelli chiusi.

La quantità di acqua necessaria per un tale avvenimento non è nota, ma si stima possa essere di grandissima portata, tanto che secondo i geologi il temporale o alluvione in questione potrebbe essere durato decine di anni (se non un intero millennio!). A seconda di quanto a lungo abbia sferzato determinate regioni di Marte, l’evento atmosferico dovrebbe aver innalzato i livelli dell’acqua di almeno 159 metri.

Non tutte le regioni del pianeta rosso son state colpite allo stesso modo: alcuni bacini si mostrano pressoché inalterati, suggerendo si trovassero in una fascia piuttosto arida, e ciò dimostra come il pianeta godesse anche di fasce temperate, aride e alluvionali, proprio come la Terra.

C’è da considerare però che tutta quest’attività potrebbe non essere frutto esclusivo della pioggia erosiva: potrebbe aver inciso molto lo scioglimento dei grandi ghiacciai marziani, di cui ancora oggi rimangono residui importanti ai poli. Comprendere l'evoluzione climatica di Marte sarà fondamentale per valutarne il potenziale di ospitare la vita, e anche per questo motivo il sito di “ammartaggio” del rover Perseverance è proprio il cratere Jazero, dove si presuppone ci fosse un lago al suo interno.

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