Svelati nuovi segreti sul feroce Spinosauro e sulla sua...vita acquatica

Svelati nuovi segreti sul feroce Spinosauro e sulla sua...vita acquatica
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Un nuovo studio analizza lo stile di vita di un feroce dinosauro vissuto nel Cretaceo, lo Spinosauro, e di come questo teropode prediligesse una vita acquatica.

Lo Spinosauro è sicuramente uno dei predatori più terribili del Cretaceo. Protagonista di alcuni film, questo animale non solo ha terrorizzato gli spettatori al cinema, ma anche innumerevoli prede durante il Cretaceo, l’era geologica in cui ha vissuto. Questo predatore, uno dei più grandi del suo tempo, secondo un nuovo studio, prediligeva cacciare e vivere lungo i fiumi piuttosto che sulla terraferma. Lo strettissimo legame che questo dinosauro aveva con l’acqua è ben documentato in un articolo nella rivista Cretaceus Research redatto da paleontologi dell’Università di Portsmouth nel Regno unito. Ciò che gli scienziati hanno esaminato, per giungere alla conclusione che lo Spinosauro fosse un animale acquatico, è stato un numero impressionante di denti e alcune ricerche scientifiche del passato.

Secondo questi studi, infatti, la coda di questo dinosauro si era evoluta e adattata per la locomozione acquatica. Per quanto riguarda i denti, invece, sono stati raccolti poco più di 1200 denti e frammenti di questi appartenenti allo Spinosauro in Marocco e, per la precisione, presso il letto fossile di un fiume (denominato Kem Kem) che scorreva in quei territori 100 milioni di anni fa. Il fatto che i paleontologi abbiano trovato così tanti denti nel letto di un fiume antico sta a significare, secondo lo studio, che questo animale passava la gran parte della sua vita, e cacciava, nei pressi del fiume tanto che, alla fine, vi moriva. Come ci dicono gli scienziati, non esiste altro luogo che abbia una tale concentrazione di denti di Spinosauro.

Questo fatto è quindi un riflesso del loro stile di vita prettamente acquatico. Forse viene strano pensare allo Spinosauro come animale acquatico perché era estremamente grande, potendo arrivare, dalla punta del muso a quella della coda, a 15 metri di lunghezza per 6 tonnellate di peso. Ecco quindi come piccoli frammenti di ossa o, come in questo caso, i denti possono raccontarci molto sullo stile di vita di questi incredibili animali ormai estinti.

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