Svelati i segreti della respirazione di questa specie di Ornitischio

Svelati i segreti della respirazione di questa specie di Ornitischio
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Un nuovo studio mette in evidenza come una particolare specie di Ornitischio usasse un metodo nuovo e peculiare per respirare, simile a quello dei moderni rettili.

In Africa, nella Provincia del Capo Orientale, nel 2009 è stato rinvenuto uno scheletro perfettamente conservato di una specie di dinosauro chiamato Heterodontosaurus tucki. Questo dinosauro aveva le dimensioni di un tacchino, infatti misurava un metro di lunghezza tra estremità superiore e punta della coda. Era un piccolo erbivoro che apparteneva all’ordine degli Ornitischi e ha vissuto, dove ora si trova il Sud Africa, circa 200 milioni di anni fa. E proprio grazie al fatto che lo scheletro di questo dinosauro era perfettamente conservato che gli scienziati sono riusciti a ricostruire, grazie a precedenti analisi con i raggi X, un modello 3D estremamente fedele della creatura ed hanno così potuto notare delle caratteristiche nuove e particolari di questa specie, non presenti in nessuna altra specie appartenente agli Ornitischi.

Gli scienziati hanno infatti notato che questo animale aveva delle costole e uno sterno molto caratteristici che probabilmente permettevano all’animale di respirare in maniera diversa dalle altre specie appartenenti al suo stesso ordine. Questo piccolo erbivoro respirava dilatando, espandendo il torace ed il ventre. In particolare, come ci dicono gli scienziati sulla rivista eLife dove hanno pubblicato il lavoro, la creatura presentava un gruppetto di piccole costole modificate, molto sottili, chiamate gastralia. Queste ossa sono ricorrenti nei moderni coccodrilli e rettili e, proprio come con il dinosauro, esse giocano un ruolo importante nella respirazione.

A differenza degli altri cugini appartenenti al suo stesso ordine, l’H. tucki contraeva i muscoli del bacino che erano, a loro volta, collegati ai gastralia e alle ossa dello sterno: in questo modo inalava profondamente ed i polmoni si riempivano di aria. Al momento dell’espirazione, invece, i muscoli si rilassavano ed i polmoni si svuotavano dell’aria.

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