Sviluppata IA che prevede rischio infarto in un arco di 5 anni: i primi test sono ottimi

Sviluppata IA che prevede rischio infarto in un arco di 5 anni: i primi test sono ottimi
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Dopo avere visto come l’oro può curare le malattie cardiache, restiamo nel nostro muscolo più importante per mostrarvi uno strumento potenziato da intelligenza artificiale capace di prevedere il rischio di infarto in un arco di cinque anni per qualsiasi persona.

Lo studio pubblicato su The Lancet Digital Health è stato condotto da un gruppo di ricercatori guidato da Damini Dey, direttore del laboratorio di analisi quantitativa delle immagini presso il Biomedical Imaging Research Institute di Cedars-Sinai.

Per riuscire a sviluppare questo algoritmo, gli esperti hanno analizzato le angiografie coronariche di 1.196 persone tra Australia, Germania, Giappone, Scozia e Stati Uniti, con le quali hanno addestrato l’IA a riconoscere il rischio di infarto in base alla quantità e alla composizione della placca nelle arterie, la quale comporta un restringimento di queste ultime e rende difficile l’arrivo del sangue al cuore, portando così a un rischio maggiore di infarto.

L’algoritmo, quindi, prima studia le arterie con immagini tridimensionali nelle quali è possibile identificare eventuali depositi di sangue e placca. Dopodiché, fornisce un feedback sul rischio di infarto in un periodo di massimo cinque anni. I risultati dei test sono stati estremamente soddisfacenti, in quanto il sistema è riuscito a prevedere accuratamente le probabilità di infarto in un successivo campione di individui risalente agli anni scorsi.

Come spiegato da Dey e colleghi, “La placca coronarica spesso non viene misurata perché non esiste un modo completamente automatizzato per farlo. Quando viene misurato, un esperto impiega dai 25 ai 30 minuti, ma ora possiamo utilizzare questo programma per quantificare la placca dalle immagini CTA in cinque o sei secondi. […] Sono necessari ulteriori studi, ma è possibile che potremmo essere in grado di prevedere se e quanto presto è probabile che una persona abbia un infarto in base alla quantità e alla composizione della placca rilevata con questo test standardizzato”.

Restando nel mondo della medicina, a fine febbraio 2022 è stata scoperta una possibile cura per il diabete di tipo 1.

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