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Un gruppo di ricercatori dell’Università della California ha pubblicato i risultati di un nuovo trattamento per i pazienti affetti da una grave forma di depressione.

Infatti, in casi specifici i trattamenti convenzionali, basati su farmaci e terapie di vario genere, non trovano un riscontro effettivo nella cura di questo disturbo. Lo studio si è perciò concentrato sull’individuazione delle aree del cervello dei pazienti correlate ai sintomi della malattia. La metodologia di cura si basa sull’utilizzo della stimolazione cerebrale profonda (DBS), ma diversamente dalle precedenti iterazioni, è stata applicata a specifiche aree del cervello. A tal proposito, i ricercatori hanno scoperto un biomarcatore neurale sotto forma di modelli specifici di attività cerebrale che indicano l'insorgenza dei sintomi della depressione, con la conseguente ottimizzazione del dispositivo DBS per focalizzarsi sulle zone di interesse.

Questo approccio “personalizzato” è stato in grado di alleviare i sintomi della depressione, nei pazienti sottoposti al trattamento, in maniera quasi immediata. Tuttavia, il nuovo dispositivo di stimolazione cerebrale progettato dal team di ricerca comporta un’applicazione invasiva per il paziente, facendo uso di elettrodi impiantati direttamente nel cervello. Nello specifico, uno di questi elettrocateteri monitora costantemente la regione cerebrale responsabile della depressione nel paziente, mentre un altro eroga una scarica di 1 milliampere di elettricità per sei secondi, modificando l'attività neurale. E comunque opportuno sottolineare che i ricercatori sono ancora alle prime fasi della sperimentazione. In merito ai disturbi causati dalla depressione possiamo annoverare l'alterazione della percezione visiva e la conseguente visione diversa del mondo nelle persone affette da questa patologia.

FONTE: slashgear
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