Svolta storica per le criptovalute: l'UE pronta ad approvare il regolamento MiCA

Svolta storica per le criptovalute: l'UE pronta ad approvare il regolamento MiCA
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A metà marzo, l'Unione Europea ha annunciato una stretta contro il proof-of-work per le criptovalute con il regolamento MiCA. Il regolamento, però, è stato bocciato dal Parlamento Europeo, tornando nelle mani del Consiglio Europeo per una revisione. Oggi, finalmente, Consiglio e Parlamento Europeo sono arrivati ad un accordo.

L'accordo sull'approvazione della proposta di legge europea è arrivato dopo che il Parlamento Europeo aveva rigettato MiCA proprio per la controversa misura del ban al proof-of-work, propugnata da alcuni Paesi (Svezia e Ungheria in particolare) come una mossa necessaria a contrastare il cambiamento climatico ma rigettata dal grosso degli altri Paesi UE.

Dunque, il regolamento MiCA (o Markets in Crypto Assets) è stato rivisto ed è diventato un insieme di regole per la sicurezza degli investitori nel mercato crypto, volte a proteggere i consumatori e i cittadini europei dalle frodi, dalle attività criminali in generale e anche dall'impatto climatico eccessivo del mining delle criptovalute sull'ecosistema.

Stefan Berger, Membro tedesco del Parlamento Europeo, ha spiegato che "nel far west del mondo delle criptovalute, MiCA sarà un creatore di standard globali. MiCA assicurerà l'esistenza di un mercato armonizzato, garantirà la certezza legale dei produttori di asset crypto e quella dei fornitori di servizi legati alle criptovalute. Inoltre, assicurerà alti standard di protezione dei consumatori".

Tra le novità implementate con l'approvazione di MiCA ci saranno un quadro legale per la protezione dei mercati, che regolerà l'offerta delle criptovalute, un registro pubblico degli asset digitali e dei loro creatori gestito dalla European Security and Markets Authority, o ESMA, volto a ridurre i rischi di riciclaggio di denaro, e l'obbligo per tutti i service provider legati agli asset in criptovalute di rendere pubblici i dati relativi al proprio consumo energetico.

FONTE: Engadget
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