No, i telefoni Xiaomi non censurano i vostri messaggi: c'è la conferma - Aggiornata

No, i telefoni Xiaomi non censurano i vostri messaggi: c'è la conferma
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Lo scorso settembre, una controversia sulle censure aveva visto contrapporsi la Lituania e Xiaomi: secondo il Paese del Baltico, infatti, i telefoni Xiaomi avrebbero riconosciuto frasi pro-Tibet e pro-Taiwan, censurandole. Stando alle parole di Vilnius, anche i modelli europei degli smartphone Xiaomi sarebbero soggetti a queste forme di censura.

Fin da subito, Xiaomi ha negato ogni forma di censura sui suoi smartphone presenti in Europa, ma in molti hanno subito ipotizzato che l'azienda produttrice di smartphone avesse legami con il Partito Comunista Cinese, che governa la Cina ininterrottamente da più di mezzo secolo. Questi stessi timori hanno portato gli Stati Uniti a imporre il ban per i prodotti Xiaomi poco meno di un anno fa.

Che il PCC abbia rapporti con alcune aziende tecnologiche cinesi è quasi certo, tanto che un report dello scorso anno spiegava che Huawei collabora stabilmente con il Governo di Pechino, sollevando dubbi di sicurezza sui device dell'azienda commercializzati in occidente, che si teme possano inviare in Cina i dati sensibili degli utenti che li utilizzano.

Tuttavia, stando a quanto scoperto da un gruppo di analisi informatica tedesco, Xiaomi non opera alcuna censura sui propri smartphone: le accuse lituane sembrano dunque essere state rispedite al mittente. La decisione di rivolgersi ad un esperto terzo, in particolare, era stata presa di comune accordo tra Xiaomi e il Governo di Vilnius, per porre fine al dibattito sulle censure operate dai telefoni cinesi: alla fine, l'agenzia indipendente tedesca che ha portato avanti l'analisi ha dato ragione al colosso informatico di Pechino.

Nello specifico, l'agenzia ha spiegato che "Non abbiamo trovato prove delle censure operate da Xiaomi sui propri smartphone. Perciò, non abbiamo identificato alcuna anomalia che possa richiedere ulteriori investigazioni da parte nostra". In precedenza, il Governo lituano si era detto convinto che i telefoni Xiaomi operassero censure per locuzioni come "free Tibet", "long live Taiwan independence" e "democracy movement", tutte frasi riconducibili alle questioni politiche più delicate affrontate da Pechino negli ultimi anni.

In risposta a questo, il portavoce di Xiaomi ha dichiarato: “Xiaomi è lieta di comunicare che i risultati dell'indagine condotta dall'Ufficio Federale Tedesco per la Sicurezza delle Informazioni (BSI), pubblicati ieri, confermano il nostro impegno ad operare in maniera trasparente, responsabile e prioritaria nei confronti della privacy e della sicurezza dei nostri clienti. È una dimostrazione del fatto che aderiamo a tutte le leggi europee e nazionali sulla privacy e la sicurezza dei dati, così come a tutti gli standard europei applicabili per i dispositivi. Apprezziamo lo scambio con gli utenti, le autorità di controllo e altri stakeholder come la BSI, poiché siamo impegnati costantemente a migliorare e innovare”.

FONTE: Gizmochina
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