Il tempio egizio di Khnum cela un mistero astronomico indecifrabile

Il tempio egizio di Khnum cela un mistero astronomico indecifrabile
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Tutto iniziò nel 2018, quando le autorità tedesche ed egizie iniziarono a collaborare per ricostruire quello che una volta era il Tempio di Khnum, o Tempio di Esna. Solo recentemente, però, hanno trovato delle incisioni misteriose e fra queste sembra che ci siano dei rimandi a delle costellazioni sconosciute.

Esna è, in realtà, il nome moderno di una località egiziana che si trova a 55 chilometri di distanza dall'antica Luxor. Ciò che la rende celebre nel mondo dell'egittologia è proprio il suo tempio, costruito durante la XVIII dinastia in onore del dio Khnum, il protettore delle sorgenti del Nilo e della potenza creatrice delle inondazioni.

Non si sa di preciso in che anno venne costruito, ma risalta il fatto che questo edificio sacro venne eretto nello stesso arco di tempo in cui vissero i più celebri faraoni della storia antica dell'Egitto, come Akhenaton e sua moglie Nefertiti o il giovane Tutankhamon.

Siamo venuti per la prima volta a conoscenza del Tempio di Khnum nel 1589, quando un mercante veneziano viaggiò per tutto l'Egitto e descrisse proprio la città di Esna con tutti i suoi maestosi edifici antichi.

Una cosa che notò fu l'opposizione di stili architettonici tra quello dell'antico Egitto e quello greco-romano. Infatti, il vestibolo rimane l'unica parte sopravvissuta fino ad oggi con lo stile architettonico dei templi egizi. Al contrario, il resto della struttura venne modificato a partire dall'imperatore romano Claudio, che governò dal 41 al 54 d.C.

Dopo il XVI secolo, il luogo di culto venne trasformato in un magazzino per il cotone, vista l'importanza che l'Egitto ottenne nel commercio delle materie prime agricole.

Con l'arrivare del XIX e XX secolo, tuttavia, le autorità egizie non hanno fatto più nulla per poterlo preservare. Di conseguenza, iniziò ad essere ignorato nei progetti di rimodellamento della zona, andando a costruire attorno ad esso delle case, e, inoltre, venne completamente abbandonato, lasciando che si ricoprisse di polvere, sabbia e...feci di uccello.

Col recente progetto di restauro del vestibolo, gli esperti sono riusciti a riportare alla luce tutti quei dettagli che, per via dell'abbandono, erano stati coperti da sporcizia. I colori raggianti delle decorazioni di più di 2000 anni fa sono ancora vivi "come se fossero stati usati ieri", ha affermato Christian Leitz, professore di egittologia all'Università di Tübingen (Germania).

Quello, però, che rende particolare questa parte, rispetto alla peculiarità classica del resto della struttura, è la presenza costante di immagini raffiguranti le costellazioni. Fra queste sono state riconosciute quella di Orione ("Sah") e del Grande Carro ("Mesekhtiu").

Tutto stava andando liscio come l'olio. I restauratori stavano riuscendo a riportare alla bellezza originale tutte le decorazioni e gli elementi del templio; gli egittologi stavano raccogliendo tutti i dati per definire meglio la storia della struttura. Mai ci si sarebbe aspettati di trovare dei simboli di cui non si riesce a decifrare il significato.

E' probabile che si riferiscano a delle costellazioni, ma senza immagini è impossibile capire a quali. Inoltre, fa notare Leitz, molte delle inscrizioni misteriose si trovano ad un principio di creazione e non vennero mai modellate in maniera definita o, per lo meno, comprensibile.

Il mistero sicuramente non ha scoraggiato gli esperti presenti sul luogo, che, infatti, hanno manifestato la voglia di proseguire le ricerche, se vi sarà il consenso da parte delle autorità competenti.

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