La teoria dei giochi: il concetto economico che regola il mondo?

La teoria dei giochi: il concetto economico che regola il mondo?
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La teoria dei giochi è una disciplina logico-strategica che descrivere le interazioni competitive tra entità consapevoli. La sua applicazione spazia dal campo sociale a quello logico e informatico, e si basa sui giochi a somma zero, situazioni i cui risultati di guadagno o perdita sono bilanciati da risultati opposti di un altro partecipante.

Ad oggi, però, questa teoria si basa su un ampio spettro di fenomeni comportamentali e viene descritta come la “scienza delle decisioni logiche”.

La teoria trae la sua origine dal lavoro di John von Neumann sulle strategie per i giochi a somma zero tra due partecipanti. Neumann dimostrò che gli “equilibri”, ovvero soluzioni definitive nella strategia di approccio al “gioco”, potevano instaurarsi solo per le interazioni a somma zero, in cui il guadagno di un giocatore è la perdita dell’altro.

Ma le circostanze del mondo reale si allontanano spesso dalla teoria pura e si manifestano in modi diversi. Spesso, infatti, se consideriamo il mercato che si instaura tra un numero limitato di concorrenti, è identificabile un’eccedenza economica positiva, che può essere suddivisa tra i partecipanti a seconda delle azioni o delle strategie che vengono adottate.

In questo contesto si innesta il lavoro del famoso matematico Jhon Nash, grazie al quale fu insignito del premio Nobel per l’economia nel 1994. Nash, ampliando la teoria per un numero superiore di partecipanti e per tutte le competizioni, definì una soluzione dei “giochi” che analizzava una situazione in cui tutti i partecipanti realizzavano la strategia migliore per sé, in relazione a quelle adottate da tutti gli altri giocatori.

Introducendo il concetto di “equilibrio”, Nash dimostrò che, a condizione che partecipi un numero finito di giocatori e si abbia un numero finito di mosse tra cui scegliere, l’interazione ammette l’instaurarsi di un equilibrio. L’equilibrio di Nash si ottiene quando ogni partecipante opta per la strategia che gli consente di massimizzare il proprio risultato. In questo caso le strategie degli altri partecipanti non varieranno a causa della scelta effettuata, poiché non otterrebbero alcun vantaggio modificando la propria scelta.

L’equilibrio di Nash presenta alcuni “punti critici” di pura applicazione. Infatti, se le regole del gioco non sono chiare e sperimentate o alcune informazioni non sono ben dichiarate, sarà necessaria un’enorme quantità di tempo per l’analisi dello stesso e per il raggiungimento dell’equilibrio. Ciò, di fatto, scatenerà una serie di problemi che ne inficeranno la fattibilità.

Per quanto l’equilibrio di Nash possa presentare una serie di “falle” nella realtà che ci circonda, risulta fondamentale nella società odierna. Infatti, quando enti ed organismi attuano nuove strategie politiche o economiche(ambito già messo a dura prova dagli eventi naturali), che coinvolgano un certo numero di partecipanti, bisognerà sempre riferirsi a tale equilibrio, in modo da evitare che il riscontro sociale risulti fallimentare o di scarso risultato.

FONTE: Newyorker
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