Il termine hipster nacque negli anni 40 per indicare che genere di persone?

Il termine hipster nacque negli anni 40 per indicare che genere di persone?
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Il termine hipster è entrato nel nostro vocabolario di tutti i giorni ormai da più di una decina d'anni, quando divenne abitudine di tutti utilizzarlo per indicare quei ragazzi un po' alternativi, barbe lunghe e camicie a quadrettoni simil-boscaiolo.

Col tempo, certo, la parola hipster ha perso un po' della sua forza: quella che allora era una nicchia è diventata poi moda per le masse, per cui oggi non è più una gran novità incontrare in giro ragazzi dal look che solo pochi anni fa ci sarebbe sembrato decisamente stravagante.

Ma il termine hipster, in effetti, ha già vissuto i suoi stravolgimenti: questo vocabolo tanto comune vanta infatti una storia quasi secolare, essendo stato coniato negli anni '40 del secolo scorso. Come potrete facilmente immaginare, il suo significato non era però lo stesso che gli attribuiamo oggi: hipster erano infatti, negli Stati Uniti, gli appassionati di musica bebop.

Il termine derivava de hepcats (a sua volta figlio di hep ed hip), che si riferiva però in maniera più generica agli amanti della musica jazz. Insomma, una parola sopravvissuta ad un secolo di storia e capace di cambiare pelle più volte, acquisendo o perdendo forza a seconda del momento storico: quale sarà la sua prossima vita? Se anche voi siete appassionati di jazz, intanto, potrebbe forse interessarvi la nostra recensione di The Eddy, l'ultima opera di Damien Chazelle.

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