Test nucleari francesi nella Polinesia potrebbero aver contaminato 110mila persone

Test nucleari francesi nella Polinesia potrebbero aver contaminato 110mila persone
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Dal 1966 fino al 1996 la Francia attuò una serie di test nucleari negli atolli polinesiani di Moruroa e Fangataufa, un programma militare che continuò per 30 anni prima di concludersi a causa delle proteste. In tutto, vennero condotti quasi 200 test. Una nuova indagine ha cercato di scoprire gli effetti di queste esplosioni sul territorio.

Il team intenzionale di esperti ha unito e analizzato un archivio di circa 2.000 pagine di documenti militari e governativi ormai declassificati, intervistando numerosi abitanti polinesiani, ex militari e scienziati. L'obiettivo era uno solo: avere un quadro più chiaro dei test francesi avvolti da segretezza e burocrazia.

Bene, il rapporto giunge a conclusioni scomode e scioccanti. "Secondo i nostri calcoli, basati su una rivalutazione scientifica delle dosi ricevute, sono state infettate circa 110.000 persone, quasi l'intera popolazione polinesiana dell'epoca", spiegano i ricercatori. Le particelle radioattive dei test nucleari hanno causato un "grappolo" di casi di cancro alla popolazione locale.

Gli scienziati militari dell'epoca erano consapevoli che la contaminazione del suolo, dell'aria e dell'acqua potabile rappresentava gravi pericoli. Tuttavia, anche quando le previsioni meteorologiche indicavano che il vento avrebbe trasportato le nuvole tossiche sulle isole, i funzionari non hanno mai ritardato i test.

Un dato ancor più raccapricciante è che ad oggi, solo 454 persone hanno ricevuto un risarcimento dal governo francese in riconoscimento degli impatti sulla salute derivanti dai test, con oltre l'80% delle domande respinte dalle autorità senza alcuna spiegazione. Sulla base delle nuove scoperte, decine di migliaia di persone potrebbero ora richiedere un risarcimento.

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