La tettonica a zolle ha origini ben più antiche di quanto credessimo

La tettonica a zolle ha origini ben più antiche di quanto credessimo
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E' incredibile come una goccia d'acqua minuscola e molto antica sia riuscita a riscrivere la storia geologica del nostro pianeta. Un team di scienziati internazionali è riuscito a stabilire, attraverso l'analisi della goccia d'acqua, che la tettonica a zolle abbia avuto inizio ben 600 milioni di anni prima di quanto si pensasse.

La superficie della Terra non è affatto stabile: le placche continentali si muovono sulla superficie del pianeta in un riciclo continuo di materiale geologico, un processo fondamentale per gli equilibri e le funzioni del globo.

La goccia proviene dal mantello profondo del pianeta e accuratissimi microscopi hanno così potuto analizzarne le proprietà, confermando quindi che la tettonica a placche abbia avuto inizio non 2,7 milioni di anni fa bensì 3,3.

Il professor Allan Wilson della Wits School of Geosciences, membro del team di ricerca, ha quindi affermato che l'inizio della tettonica coincida con la nascita della vita sulla Terra: studiarne la geologia e le dinamiche va quindi di pari passo con lo studio della biologia e dell'evoluzione della vita.

E' proprio questo continuo ciclo di distruzione e ricomposizione del materiale geologico che fuoriesce dalle faglie tra le placche o che in esse si insinua che permette al pianeta di essere vitale, in continua evoluzione, contrariamente all'immobilismo di Marte.

Per entrare nello specifico della ricerca, gli studiosi hanno analizzato un pezzo di roccia fusa chiamato komatiite, ovvero uno dei resti del magma più antico ancora presente nel pianeta, l'Archaean.

La piccola goccia galeotta, infatti, era conservata nel minerale olivina presente nel komatiite, un ritrovamento geologico di inestimabile valore.

Oltre allo studio chimico attraverso indicatori specifici che hanno confermato l'inizio del processo di riciclaggio ben 600 milioni di anni prima di quanto considerato fino ad oggi, si è scoperto che l'acqua del mare veniva "assorbita" dal mantello profondo e poi rigettata in superficie da pennacchi vulcanici.

La ricerca è stata dunque in grado di restituirci tasselli accurati della storia della Terra dei primordi, aiutandoci così ad ampliare la nostra conoscenza del pianeta che ci ha dato i natali e che stiamo progressivamente distruggendo.

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