Tim Cook ancora sulla questione FBI: "potrebbe esporre le persone a vulnerabilità incredibili"

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Ad otto giorni esatti dall'ordinanza del tribunale, che ha intimato ad Apple di rompere la crittografia dell'iPhone 5c del killer di San Bernardino, arrivano delle nuove dichiarazioni da parte dell'amministratore delegato di Apple, Tim Cook.

Parlando con David Muir di ABC nel corso dell'ABC World News Tonight, Cook ha comunque mostrato la propria solidarietà alle famiglie delle vittime di San Bernardino, ma nonostante ciò ha comunque rinnovato la propria posizione sul caso.
Non si tratta solo di un telefono cellulare. E' in gioco il futuro della riservatezza degli utenti, in quanto il governo potrebbe costringere Apple a progettare un software che riteniamo possa esporre le persone a centinaia di vulnerabilità in tutto il mondo, inclusi gli Stati Uniti.
L'unico modo che abbiamo per rompere la crittografia è scrivere un software che riteniamo possa essere un cancro, che non avremmo mai voluto scrivere” afferma Cook, il quale esprime tutto il proprio disappunto per il reset effettuato dall'FBI all'Apple ID associato all'iPhone.
L'amministratore delegato, inoltre, critica anche le mosse dell'agenzia federale, che non avrebbe dato alla Mela alcun tipo di preavviso: “abbiamo scoperto la sentenza attraverso la stampa. Non credo che un qualcosa di così importante debba essere gestito in questo modo”. Apple deve ancora presentare una risposta legale alla sentenza: “è una posizione molto scomoda per noi”, conclude il CEO il quale ha anche annunciato che la sua società è pronta ad arrivare anche alla corte suprema per difendere le proprie ragioni.

FONTE: The Verge
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