TIM: La Cassa Depositi e Prestiti pronta a comprare il 5 per cento delle quote

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Arriva oggi, sul tavolo del consiglio della Cassa Depositi e Prestiti dello Stato il dossier TIM che è definito centrale per lo sviluppo del mercato delle comunicazioni italiano. A quanto pare, la scelta del Ministero dell'Economica attualmente sarebbe quella di rilevare il 5 per cento della compagnia controllata da Vivendi per il 24 per cento.

Dell'argomento si discute da molto tempo: non è infatti da escludere che la Cassa Depositi e Prestiti dello Stato possa avere un ruolo nella rete, soprattutto dopo lo scorporo che è ormai già cominciato a seguito della presentazione dei primi documenti all'AGCOM.

Un ruolo dello Stato servirebbe a tutelare, secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, il ruolo del sistema Italia. A riguardo la posizione della CDP è la stessa del governo uscente, ancora in carica per gli affari correnti. Sia il Premier, Paolo Gentiloni, che i ministri Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda, continuano a restare allineati alla posizione del presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti.

Per Vivendi si apre quindi un altro fronte, estremamente importante, dal momento che la discesa in campo (per usare un'espressione nota in ambienti politici) è da interpretare come una chiara posizioni anti-Francia, che potrebbe trovare i favori di Elliott. Per TIM le prossime due assemblee, previste per il 24 Aprile ed il 4 Maggio, saranno centrali, soprattutto quest'ultima che avrà ad oggetto il rinnovo del consiglio d'amministrazione.

Sul tema della rete è intervenuto nella giornata di ieri anche l'amministratore delegato della compagnia Amos Genish, il quale parlando con un quotidiano francese ha affermato che per TIM l'imperativo è "controllare la sua rete. Dove gli operatori non hanno seguito questa strategia, si sono creati rischi inutili per una resa molto debole o nulla".

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