TIM, via libera allo scorpo della rete: il CDA approva la vendita di Netco a KKR

TIM, via libera allo scorpo della rete: il CDA approva la vendita di Netco a KKR
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La questione dell'acquisto di TIM da parte dell'americana KKR - aperta ormai da più di due anni - sembra essere giunta ad una svolta. Solo pochi minuti fa, infatti, il Consiglio di Amministrazione di TIM ha approvato la vendita di Netco a KKR. Sul piatto ci sarebbe un'offerta da ben 22 miliardi di Dollari.

Le prime indiscrezioni a riguardo sono arrivate dopo le 18:00 di domenica 5 novembre, mentre già nel pomeriggio l'ANSA ha riportato che il CDA di TIM si era riunito per la terza volta in soli tre giorni, segno che l'approvazione dell'offerta di KKR per la rete era ormai imminente. Nella giornata di ieri, il Consiglio di Amministrazione di TIM aveva ventilato l'idea di rinviare la decisione all'Assemblea degli Azionisti, ma pare che alla fine la vendita verrà effettuata senza il passaggio per l'Assemblea.

La scadenza dell'offerta di KKR per la rete, d'altro canto, era stata fissata all'8 novembre, perciò un'approvazione da parte del CDA era imminente. L'accordo dovrebbe valere 20 miliardi di Dollari, che saliranno a 22 con la fusione tra TIM e OpenFiber. Dopo l'accordo, KKR diventerà proprietaria di Netco e di tutte le attività di rete fissa di TIM e di FiberCorp.

Si va dunque verso lo scorporo della rete TIM, un'eventualità che - per il momento - non fa paura ai consumatori, ma che certamente andrà ad impattare sul numero di dipendenti dell'azienda, e che per questo ha già sollevato la netta opposizione dei sindacati dei lavoratori e ha causato l'interessamento diretto per la questione da parte della politica. Resta dunque da vedere quale sarà la risposta delle sigle dei lavoratori alla decisione del CDA.

Anche il Consiglio stesso, comunque, non ha approvato a pieni voti la vendita di Netco senza passare dall'Assemblea degli azionisti: dei 14 membri del CDA presenti all'incontro (sui 15 totali), tre si sono opposti alla scelta della maggioranza del board, secondo le fonti di MilanoFinanza. La decisione, inoltre, potrebbe sollevare il dissenso di Vivendi, primo azionista di TIM, che detiene il 23,75% dell'azienda e che in passato aveva spiegato di aspettarsi che la questione sarebbe passata sia per l'Assemblea Straordinaria degli azionisti che per il Comitato Parti Correlate, visto il ruolo del Ministero dell'Economia in TIM.