TIM ai sindacati: "nessuna IPO o fusione con Open Fiber"

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Si è tenuto negli scorsi giorni l'incontro tra TIM ed i sindacati, richiesto a seguito del progetto di scorporo della rete proposto dall'operatore telefonico al Governo, ed accolto favorevolmente dall'esecutivo ed il ministro Carlo Calenda.

Si tratta di un progetto definito "epocale" proprio dal ministro dello sviluppo economico, che avrà ripercussioni importantissime sul futuro del paese, in quanto permetterà a TIM di aumentare gli investimenti nella rete e potenziale le proprie infrastrutture.

L'amministratore delegato Amos Genish ha voluto rassicurare i rappresentanti sindacali, affermando che "il valore complessivo non cambia ed il perimetro del gruppo non è in discussione". Il CEO, inoltre, si sarebbe detto disposto a coinvolgere SIC, Fitsel ed Uilcom durante le discussioni che andranno avanti nel corso dei prossimi mesi, e che probabilmente termineranno solo in un anno.

Una nota congiunta dei sindacati sottolinea che “nell’incontro Genish ha dichiarato che gli interessi primari di Tim sono la creazione di valore in un percorso sostenibile di crescita con al centro il cliente. In questo ambito il modello di separazione della rete, mediante un progetto di societarizzazione, ovvero in una società detenuta al 100% da Tim, risponde, secondo l’Ad, ad una finalità tecnica per assicurare la piena equivalenza di accesso, cioè la neutralità della rete, ritenendo questo progetto di natura squisitamente tecnico-normativo e non di tipo finanziario, con Agcom quale unico interlocutore fermo restando la necessaria informativa al Governo.”

La riunione, sottolineano i sindacati, si sarebbe anche focalizzata sul tema degli appalti, su cui l'amministratore delegato ha affermato che "il tutto è finalizzato a conseguire l'equità dei prezzi applicati a TIM dai fornitori".

La nota dei sindacati termina affermando che “le organizzazioni sindacali preso atto delle dichiarazioni dell’Ad, hanno ribadito come il futuro di Tim e nella fattispecie della rete, data la sua rilevanza, debba necessariamente vedere il coinvolgimento pieno del Governo e delle parti sociali, e non possa pertanto essere derubricato a questione unicamente tecnico-regolamentare (Agcom), confermando le proprie preoccupazioni al riguardo. Preoccupazioni e perplessità che i sindacati hanno esteso anche alle problematiche conseguenti al contenuto ed alle modalità di “tagli lineari” ai costi delle forniture che rischiano di produrre pesanti riflessi produttivi ed occupazionali nell’indotto”.

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