Topi e milkshake permettono di studiare meglio l'autismo e i suoi farmaci

Topi e milkshake permettono di studiare meglio l'autismo e i suoi farmaci
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La ricerca moderna sulla comprensione dell'autismo sembrerebbe più vicina grazie al recente studio condotto da due neuroscienziate che hanno scoperto il modo per studiare la capacità di attenzione dei roditori.

Quello che differenzia le persone affette da autismo dalle cosiddette persone neurotipiche è la capacità di attenzione. Qualcuno pensa che esista una relazione tra vaccini e autismo ma si tratta di una bufala ed esiste uno studio che conferma tale affermazione. Gli scienziati hanno cercato per molto tempo modelli di animali che li aiutassero nel comprendere le differenze mentali tra i primi e i secondi e hanno avuto problemi soprattutto con i topi, i quali troppo irrequieti non restavano fermi abbastanza perché venissero testati.

Il test poteva essere condotto sulle scimmie e sui ratti, quali sembrerebbero più idonei allo scopo, tuttavia questi animali sono parecchio più costosi da mantenere, inoltre i geni considerati fondamentali per la comprensione dell'autismo, in questi animali, sono difficili da studiare.

In medicina si utilizza il paradigma di Posner, un test neuropsicologico, per rilevare la capacità e i livelli di elaborazione delle informazioni in relazione alle caratteristiche fisiche degli stimoli. La dottoressa Emma Burrows e la co-autrice dello studio, Katherine Johnson, hanno utilizzato il test su i partecipanti del test, i topi.

Ai topi è stato insegnato a stare al proprio posto perché potessero ricevere la loro tanto desiderata ricompensa: il milkshake alla fragola. Una volta padroneggiato questo controllo sui roditori, è stato possibile passare alla seconda fase del test. Questi avrebbero dovuto colpire sul tablet il loro bersaglio nella casella dove appariva, man mano che procedevano il bersaglio appariva sempre più lentamente.

Burrows ha commentato l'esperimento così: "i topi erano talmente felici del progetto che i giorni del test saltavano nelle scatole di prova con entusiasmo." I risultati di questi test hanno permesso di accertare l'efficacia di alcuni farmaci utilizzati per il deficit di attenzione, ma il lavoro è soltanto all'inizio perché la dottoressa pensa che ci sia molto altro potenziale in questi esperimenti. Fin ora i risultati sono stati positivi e hanno dimostrato che i geni messi in gioco hanno un vero ruolo nell'autismo.

FONTE: iflscience
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