Anche i topi sembra possano provare empatia per i propri simili

Anche i topi sembra possano provare empatia per i propri simili
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Un esperimento con dei topi ha messo in luce che questi piccoli animali evitano di trarre un vantaggio per se stessi se questo comporta danneggiare un individuo della stessa specie.

Su Current Biology un gruppo di Neuroscienziati del Netherland’s Institute for Neuroscience (NIN) ha pubblicato un interessante studio eseguito su dei piccoli topolini. A questi animali è stato, infatti, insegnato a premere due leve poste all'interno di una gabbia. Se premute, all'animale veniva consegnata una o più caramelle di zucchero di cui i topi sono ghiotti. Una volta che i topi hanno scelto una delle due leve che erogava cibo è stato collegato, a questa leva, un circuito per cui, quando essa veniva premuta, oltre a rilasciare la caramella zuccherata, mandava una leggera scossa elettrica alla gabbia vicina che colpiva un altro topolino che, per lo stupore di ricevere la scossa, squittiva.

Una volta che il topolino sotto esame capiva che premere la leva danneggiava il topo vicino di gabbia smetteva di premerla rinunciando, in questo modo, anche al cibo. Questa caratteristica di evitare di danneggiare un conspecifico sembra quindi non essere prerogativa degli esseri umani. Il topo sotto test sceglieva deliberatamente di non ottenere il dono per non danneggiare il vicino, sia che questo fosse un familiare, un altro topo con cui ha condiviso la gabbia o un perfetto estraneo. A questo punto gli scienziati hanno voluto capire se, come per gli umani, a modulare biologicamente questo comportamento fosse la zona del cervello denominata Corteccia Cingolata Anteriore.

Per dimostrare questo, al topo sotto esame è stata anestetizzata quella parte di cervello. Il test ha così confermato che è proprio quella parte che sia negli umani che nei topi media alla volontà di non danneggiare il prossimo: il topo così anestetizzato aveva, invece, molte meno remore a premere la leva per ottenere il cibo e danneggiare il compagno. Tuttavia, come ci dicono gli scienziati dello studio, è difficile capire se il topo evitava di premere la leva perché non voleva danneggiare il compagno o se, più semplicemente, gli creava un qualche disturbo sentire l’altro topo squittire sorpreso.

FONTE: Phys Org
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