Toys 'R' Us: chiusi tutti i propri negozi negli USA, licenziati 33 mila dipendenti

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Dopo la bancarotta, dichiarata lo scorso mese di Settembre, Toys 'R' Us, l'ormai ex colosso dei giocattoli americano, ha annunciato che chiuderà tutti i propri punti vendita (circa settecento) negli Stati Uniti.

La notizia è diventata ufficiale a poche ore dalla pubblicazione dell'indiscrezione da parte del Wall Street Journal, il quale aveva anticipato un'ondata di licenziamenti per i dipendenti.

La chiusura dei negozi, come riferisce il popolare quotidiano specializzato in economia e finanza, provocherà la perdita di lavoro per circa 33.000 dipendenti che da decenni lavoravano nei punti vendita di quello che è stato un marchio storico della vendita al dettaglio per prodotti d'intrattenimento per bambini.

Il motivo della chiusura da di Toys 'R' Us è riconducibile all'impossibilità da parte della compagnia di competere con i big del settore, Amazon in primis. La società infatti negli ultimi tempi aveva accumulato un debito superiore ai 7 miliardi di Dollari, impossibile da risanare visto il crollo delle vendite registrato.

Il gruppo americano ha rivelato le intenzioni di chiudere tutte le proprie attività anche in Canada, Giappone (un mercato storico a cui si era sempre rivolto), Germania, Austria e Svizzera, mentre a quanto pare i dirigenti avrebbero deciso di mantenere per ora i punti vendita in Polonia, Francia, Australia, Spagna e Portogallo.

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