Un trapianto di cervelli come visto in 'Povere Creature' è possibile? Vediamo come

Un trapianto di cervelli come visto in 'Povere Creature' è possibile? Vediamo come
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È possibile fare un trapianto di cervello? Nel 2015, il neurochirurgo Sergio Canavero ha scosso la comunità scientifica annunciando di essere vicino alla realizzazione del primo trapianto di testa umana. Sebbene questa procedura sia stata sperimentata solo su cadaveri, ci invita a domandarci: è possibile scambiare i cervelli tra due corpi?

La risposta a questa domanda non è semplice e si intreccia con la trama del film "Poor Things", dove Emma Stone, nel ruolo di Bella Baxter, riceve il cervello del suo nascituro in un esperimento. Tuttavia, la realtà anatomica e chirurgica presenta sfide ben più complesse della finzione cinematografica.

L'accesso al cervello, protetto dal cranio come un tesoro in una cassaforte, richiede tecniche neurochirurgiche avanzate, ma è solo il primo degli ostacoli. Una volta aperto il cranio, ci si trova di fronte a un labirinto di membrane protettive, i meninges, che custodiscono il prezioso liquido cerebrospinale, vitali per la sopravvivenza del cervello stesso.

Il passo successivo, l'impianto di un nuovo cervello, svela una complessità ancora maggiore. Ogni cervello comunica con il resto del corpo attraverso una rete intricata di nervi cranici e il midollo spinale, rendendo la riconnessione una sfida vertiginosa.

La ricerca moderna esplora soluzioni innovative, dall'uso di "colla biologica" a tecniche di stimolazione della rigenerazione neuronale, ma il cammino è arduo. Infine, l'integrazione del nuovo cervello in un corpo estraneo solleva questioni sia biologiche che etiche di proporzioni epiche.

Il sistema immunitario potrebbe non riconoscere il nuovo arrivato, scatenando una battaglia interna, mentre l'adattamento del cervello al nuovo ambiente rimane un mistero tanto affascinante quanto inquietante.

Nel mondo del cinema, "Poor Things" solleva questioni profonde sull'identità e la coscienza. Nella realtà, siamo ancora lontani dal poter navigare queste acque inesplorate con la certezza della scienza. Eppure, il pensiero di poter un giorno superare tali barriere stimola l'immaginazione e invita a riflettere sui limiti dell'etica e della tecnologia.

FONTE: iflscience

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