TRAPPIST-1: scoperti i principali materiali che compongono i pianeti

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Da quando la NASA ha scoperto il sistema di esopianeti TRAPPIST-1, gli scienziati hanno lavorato duramente per comprendere meglio questi seducenti mondi distanti "soli" 40 anni luce da noi. Oggi, però, grazie ai dati ottenuti tramite una combinazione di telescopi spaziali e terrestri, sappiamo molto di più su di esso.

Infatti, un nuovo studio pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics, realizzato utilizzando i dati ottenuti con i telescopi spaziali Spitzer e Kepler della NASA, offre un quadro più completo che mai su TRAPPIST-1. In particolare, i ricercatori hanno stabilito che tutti i pianeti sono per lo più fatti di roccia, con alcuni che hanno anche fino al 5% della loro massa costituita da acqua. Quest'ultimo è un dato molto interessante, visto che è circa 250 volte quella degli oceani presente sulla Terra.

La forma che l'acqua assume sui pianeti di TRAPPIST-1 dipende dalla quantità di calore ricevuta dalla propria stella, che è il 9% di quello "generato" dal nostro Sole. I pianeti più vicini alla stella hanno maggiori probabilità di ospitare l'acqua sotto forma di vapore atmosferico, mentre in quelli più lontani è possibile trovare del ghiaccio.

Questo studio contribuisce a spianare la strada al telescopio spaziale James Webb della NASA, previsto per il 2019. Webb esplorerà più a fondo le atmosfere planetarie, alla ricerca di gas più pesanti come anidride carbonica, metano, acqua e ossigeno. La presenza di tali elementi potrebbe offrire indicazioni sulla presenza di vita o sull'effettiva possibilità che i pianeti siano abitabili.

FONTE: NASA
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