Trovata un'anomalia magnetica in questo vulcano, ecco cosa comporta

Trovata un'anomalia magnetica in questo vulcano, ecco cosa comporta
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Sulle sponde del Lago Rotorua, in Nuova Zelanda, si cela un mistero. Questo specchio d'acqua nasconde sotto la sua superficie tranquilla i segni di un passato tumultuoso. Circa 220.000 anni fa, un'eruzione vulcanica di proporzioni epiche ha dato vita a questo lago, sopra il vulcano ora dormiente che giace silente nel suo letto.

La quiete del lago nasconde un segreto: i sistemi idrotermali, eredi diretti dell'attività vulcanica di un tempo, continuano a influenzare l'ecosistema lacustre in modi finora solo intuibili. Recentemente, un team di ricercatori del GNS Science Institute della Nuova Zelanda ha intrapreso una missione esplorativa senza precedenti, mappando estensivamente il fondale del Lago Rotorua.

Il loro lavoro ha rivelato la presenza di innumerevoli piccoli crateri, testimonianza dell'attività idrotermale sottostante, e una curiosa anomalia magnetica (non sarebbe la prima da noi scoperta). Quest'ultima, in particolare, ha catturato l'attenzione degli scienziati: le rocce vulcaniche, solitamente ricche di magnetite e quindi fortemente magnetiche, qui mostrano segnali negativi, probabilmente a causa della trasformazione della magnetite in pirite, un minerale quasi privo di segnale magnetico, per effetto dell'acqua calda.

Tali scoperte non solo confermano che i sistemi geotermali sotto il lago sono ancora attivi, ma aprono anche la porta a nuove domande sulla complessa interazione tra acqua, roccia e calore in quest'area. L'anomalia magnetica, insieme ai flussi di calore misurati e ai crateri, suggerisce l'esistenza di un sistema idrotermale ancora inesplorato, forse legato a un antico fiume scoperto vicino alla riva.

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