Trump stringe il ban a Huawei: cosa succederà in campo processori?

Trump stringe il ban a Huawei: cosa succederà in campo processori?
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La situazione si fa sempre più complessa in casa Huawei: l'amministrazione Donald Trump ha deciso di rendere più stringente il ban, andando a "colpire" il mondo dei processori.

In particolare, stando anche a quanto riportato da Reuters, l'amministrazione Trump si sta muovendo per "bloccare" i principali fornitori di chip a livello globale. In parole povere, la mossa del Tycoon rende molto difficile per Huawei accedere ai processori realizzati da aziende come TSMC. Il motivo? Una nuova regola prevede che le aziende che utilizzano tecnologia statunitense per realizzare i propri SoC debbano chiedere una licenza agli USA per poter vendere a Huawei.

A quanto pare, i principali fornitori di chip a livello globale utilizzano apparecchiature statunitensi per realizzare i propri processori. Un esponente del Dipartimento del Commercio statunitense ha affermato: "Questa azione mette l'America, le aziende americane e la sicurezza nazionale al primo posto". Si vociferava da tempo di una possibilità del genere, ma adesso tutto si fa più concreto e potrebbe trattarsi di un problema importante per Huawei.

Come risponderà la Cina a questa situazione? Stando a quanto riportato da 9to5Mac, i cinesi sarebbero già pronti a creare una specie di "lista delle entità non affidabili", in cui potrebbero inserire aziende come Apple, Cisco Systems Inc e Qualcomm. Sembra che si potrebbe addirittura arrivare allo "stop" per quanto riguarda gli acquisti degli aerei dell'azienda Boeing. Inoltre, i cinesi potrebbero avviare indagini sulle aziende coinvolte. Insomma, le tensioni tra Cina e Stati Uniti d'America sembrano essere alle stelle.

Nel frattempo, Wilbur Ross, segretario al commercio statunitense, ha spiegato le motivazioni di questa mossa: "C'è stata una scappatoia attraverso la quale Huawei è stata in grado, di fatto, di utilizzare la tecnologia degli Stati Uniti attraverso produttori stranieri". Insomma, ora gli USA vogliono mettere fine a ogni tipo di "scappatoia".

La nuova regola è in vigore da oggi 15 maggio 2020, ma ci sarà un periodo di tolleranza iniziale di 120 giorni. Dopodiché, Huawei si troverà in una situazione in cui potrebbe faticare a reperire i principali processori. Infatti, l'azienda potrebbe pensare di affidarsi a fornitori di chip cinesi come SMIC, che non sono però tecnologicamente avanzati come TSMC.

Per farvi un esempio concreto, SMIC per il momento ha realizzato un processore chiamato Kirin 710A con processo produttivo a 14 nm. Tuttavia, l'originale Kirin 710 era a 12 nm. Inoltre, TSMC sta ormai raggiungendo degli ottimi livelli, arrivando a un processo produttivo a 5 nm. In parole povere, potrebbe trattarsi di un problema molto grande per Huawei.

Al momento in cui scriviamo, l'azienda cinese non ha ancora commentato ufficialmente la notizia, mentre TSMC ha confermato di voler analizzare la situazione con i suoi legali per capire cosa fare. Insomma, non ci resta che stare a vedere: di sicuro non è una situazione rosea per Huawei.

FONTE: Reuters
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