TSMC alza i prezzi dei suoi chip: 10-20% in più dal 2022, peggiorerà la crisi?

TSMC alza i prezzi dei suoi chip: 10-20% in più dal 2022, peggiorerà la crisi?
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Brutte nuove sul fronte semiconduttori: il produttore taiwanese TSMC avrebbe informato i suoi clienti del futuro aumento dei prezzi dei wafer di chip, il quale ammonterà a circa il +10% sui nodi più moderni e +20% sui nodi di produzione più datati ed entrerà in vigore a partire da inizio 2022.

A diffondere in rete questa notizia è stato un recente rapporto di DigiTimes, dove viene spiegato che questo cambiamento servirebbe a TSMC potenzialmente per ridurre la domanda o semplicemente per compensare all’aumento dei prezzi delle materie prime, anch’esse scarseggianti non solo per l’utilizzo sempre più elevato ma anche per i problemi nella fornitura. Altra possibile ragione sarebbe la necessità di denaro per investire sulle future linee a 2 nanometri in arrivo nel 2023 e su altri impianti di produzione, proprio per riuscire a soddisfare la domanda del mercato.

L’ammontare specifico di tali rincari non è noto per ogni nodo di produzione, ma DigiTimes segnala che un singolo wafer su nodo a 28 nanometri dovrebbe aumentare a quasi 3.000 Dollari a gennaio. Allo stato attuale, tale nodo di produzione costituirebbe circa il 25% della produzione totale assieme ai nodi a 16 e 12 nanometri, mentre i nodi a 7 e 5 nanometri costituirebbero da soli il 49% delle entrate di TSMC.

Non è noto se e come verranno colpite società come AMD, Apple, Intel e NVIDIA, clienti principali del produttore asiatico. Al momento i segnali rimangono pur sempre contrastanti, tra record di produzione in Cina e previsioni negative in merito al ritorno alla normalità verso fine 2022 o inizio 2023; quasi certo è l’aumento dei prezzi delle schede grafiche nel corso del prossimo biennio.

Parlando di Intel, recentemente sono emersi nuovi dettagli sulla tecnologia Intel XeSS.

FONTE: DigiTimes
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