TSMC avrebbe bloccato i nuovi ordini provenienti da Huawei

TSMC avrebbe bloccato i nuovi ordini provenienti da Huawei
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Qualche giorno fa, l'amministrazione Trump ha reso più stringente il ban a Huawei, introducendo una nuova regola che va, di fatto, a "bloccare" le trattative future tra diversi fornitori di chip e l'azienda cinese.

Infatti, una volta finito il periodo di tolleranza iniziale di 120 giorni (partito il 15 maggio 2020), tutti i fornitori di chip che utilizzano apparecchiature americane per produrre i propri processori dovranno chiedere una licenza agli Stati Uniti d'America per poter fare affari con Huawei. In parole povere, l'amministrazione Trump vuole che le tecnologie statunitensi non vengano utilizzate in alcun modo dal colosso cinese, nemmeno tramite società terze.

Questo è un problema non di poco conto per Huawei, dato che praticamente tutti i fornitori di chip utilizzano apparecchiature statunitensi, compresa TSMC, azienda taiwanese dietro alla maggior parte dei processori Kirin. Giusto per farvi capire, la società cinese dovrebbe probabilmente affidarsi ad aziende come SMIC, che però, per il momento, sono riuscite a realizzare processori meno prestanti rispetto a quelli forniti da TSMC. Ci riferiamo, ad esempio, al Kirin 710A a 14 nm, un SoC più "arretrato" rispetto all'originale Kirin 710 con processo produttivo a 12 nm. Questo senza contare che TSMC è ormai arrivata ai 5 nm. Insomma, la situazione è molto seria.

In seguito al diffondersi della notizia, stando anche a quanto riportato da GSMArena ed Engadget, l'azienda cinese starebbe tentando di piazzare un ordine da ben 700 milioni di dollari per cercare di fare scorta di processori a 5 e 7 nm (quello da 5 nm potrebbe essere il non ancora annunciato Kirin 1020, che, prima di questa situazione, i rumor descrivevano come in arrivo a fine 2020). Tuttavia, sembra che TSMC stia già lavorando a pieno ritmo e, in seguito agli ordini già piazzati (che sarebbero da spedire entro metà settembre 2020), dovrà "bloccare" le trattative seguendo la nuova regola introdotta dall'amministrazione Trump. Secondo alcune fonti internazionali, il succitato ordine potrebbe quindi non andare a buon fine.

Stando anche a quanto riportato da The Verge, l'azienda cinese ha fornito una risposta ufficiale alla regola introdotta dall'amministrazione Trump durante la conferenza HAS 2020, tramite le parole di Guo Ping: "(In merito alla notizia secondo cui TSMC avrebbe già 'tagliato' fuori Huawei, ndr) Non l'abbiamo ancora capito. [...] Il governo degli Stati Uniti d'America continua ad attaccare Huawei, ma cosa porterà questo al mondo?".

"Nel contesto dei suoi incessanti tentativi di stringere il ban verso la nostra azienda, il Governo degli USA ha deciso di procedere e ignorare completamente le preoccupazioni di molte società e associazioni di settore. [...] Questa decisione [...] rischia di minacciare l'intero settore in tutto il mondo. Questa nuova regola avrà un impatto sull'espansione, sulla manutenzione e sulle operazioni relative alle reti che abbiamo implementato in oltre 170 Paesi per centinaia di miliardi di dollari. [...] Prevediamo che la nostra attività sarà inevitabilmente influenzata. [...] Proveremo tutto il possibile per cercare una soluzione.

[...] Gli Stati Uniti d'America stanno sfruttando i propri punti di forza tecnologici per schiacciare le aziende al di fuori dei propri confini. Ciò servirà solo a minare la fiducia delle società internazionali nella tecnologia e nella produzione statunitense. Alla fine, ciò danneggerà gli interessi degli Stati Uniti", si legge in una nota ufficiale di Huawei.

FONTE: GSMArena
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