Twitter pensa a un piano a pagamento per ridurre la dipendenza dalle pubblicità

Twitter pensa a un piano a pagamento per ridurre la dipendenza dalle pubblicità
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Twitter starebbe pensando seriamente di implementare un servizio premium alla piattaforma per generare più entrate e ridurre la dipendenza dell’azienda dalle pubblicità in-app. Ad applicare ulteriore pressione al team di Jack Dorsey sarebbero stati gli investitori e per questo, ora, la ricerca di soluzioni ottimali è cominciata.

Secondo quanto riportato da Bloomberg e ripreso da testate come Gizmodo, infatti, il social network dell’uccellino blu starebbe esplorando innanzitutto possibili abbonamenti per gli utenti, mance nello stile di Wikipedia (per pagare contenuti speciali di persone seguite con il proprio account), un programma Tweetdeck+ con addebitamenti extra, costi aggiuntivi per accedere a funzionalità premium o avanzate, possibilità di caricare video di maggiore qualità, la verifica dell’account e l’inserimento della spunta blu o anche elementi custom per il proprio profilo.

Bruce Falck, responsabile delle entrate del social network, ha confermato sia a Bloomberg che a Gizmodo che l’azienda sta effettivamente pensando a introdurre qualcosa per generare più entrate, ma non ha parlato di dettagli specifici se non che l’obiettivo di questi provvedimenti sarebbe quello di garantire ricavi duraturi senza rovinare l’esperienza d’uso dell’utente.

Twitter negli ultimi mesi ha visto un aumento esponenziale della popolarità anche in Italia e, sebbene il traffico principale venga generato negli Stati Uniti, provvedimenti premium particolarmente invasivi o che possano rovinare l’esperienza d’uso attuale gratuita potrebbero essere criticati facilmente dall’utenza. Ma servirà ancora parecchio tempo prima di vedere soluzioni definitive in atto.

A proposito di Twitter e Italia, a gennaio il social network aveva suscitato scalpore dopo la momentanea limitazione dell’account ufficiale del quotidiano Libero. Rimanendo nel mondo social, invece, recentemente Parler ha licenziato il CEO John Matze.

FONTE: Gizmodo
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