UBER: svelata l'esistenza di un programma segreto contro i raid della polizia

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Ennesima tegola per Uber, secondo delle indagini, è stata svelata l’esistenza di un sistema messo in atto, secondo alcuni, con l’obiettivo di ostacolare le indagini delle autorità.

Gli uffici di Uber in tutto il mondo sono collegati a un sistema, noto internamente come "Ripley", che consente all'azienda di bloccare da remoto i dispositivi elettronici emessi da Uber per contrastare i raid della polizia. Ripley, che secondo quanto riferito è stato utilizzato almeno due dozzine di volte, consente agli uffici di Uber di rallentare le indagini di polizia che spesso riguardano leggi locali sul lavoro e sui taxi. Non appena negli uffici si palesano gli agenti, un responsabile compone un numero e, dal quartier generale di San Francisco, personale appositamente addestrato rende impossibile ottenere i dati contenuti nei computer e nei dispositivi mobile esaminati, mediante un’istantanea modifica delle credenziali per il login. Questa la dichiarazione di un portavoce Uber affidata alle pagine di Bloomberg.

Questa non è la prima volta che Uber è accusato di usare sistemi interni per impedire l'applicazione della legge. Il suo strumento "Greyball" permetteva all'app di evitare le forze dell'ordine nelle città in cui il suo uso era stato ridotto o vietato. Un porta voce di Uber, interrogato sulla questione,ha riferito che: "Come ogni azienda con uffici in tutto il mondo, disponiamo di procedure di sicurezza per proteggere i dati aziendali e dei clienti. Quando si tratta di indagini governative, è nostra politica cooperare con tutte le ricerche e le richieste di dati valide. "

Rimane ancora da stabilire se il sistema messo in piedi da Uber, garantisse la legittima tutela di informazioni riservate o fosse invece uno strumento pensato per costituire un intralcio alle indagini.