Uber: la vettura autonoma non dovrebbe essere responsabile dell'incidente

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Nella serata di ieri ha tenuto banco la triste notizia riguardante l'incidente che ha avuto come protagonista una vettura a guida autonoma di Uber che ha provocato la morte di una donna. Con il passare delle ore sono emersi nuovi dettagli sulla vicenda, grazie alle dichiarazioni del Dipartimento di Polizia.

La Polizia Locale di Tempe, Arizona, ha affermato che le responsabilità della vettura di Uber sembrano essere molto limitata e sarebbe stato impossibile evitare l'incidente.

Sylvia Moir, il capo della polizia di Tempe, parlando con il San Francisco Chronicle ha affermato quanto segue: "l'autista ha detto ha la persona è uscita all'improvviso, come un lampo, al punto che se n'è accorto solo dal rumore provocato dall'impatto".

A quanto pare il veicolo, che aveva un umano al posto di guida pronto a prendere il controllo in caso di problemi, viaggiava a 38 miglia all'ora in una zona in cui il limite di velocità sembra essere di 35 miglia orarie, quando all'improvviso ha colpito la 49enne Elaine Harzberg, mentre quest'ultima attraversava con una bicicletta bruscamente al centro di una corsia di traffico.

Moir ha aggiunto che, dai primi rilievi video effettuati grazie alle telecamere del SUV, "è molto chiaro che sarebbe stato difficile evitare questa collisione in qualsiasi tipo di modalità (autonoma o guidata dall'uomo), in base a com'è arrivata dall'ombra direttamente nella carreggiata".

Da questo punto di vista, quindi, sembra che il veicolo autonomo non sia stato responsabile dell'impatto e che l'incidente sia stato causato direttamente dalla donna.

E' la prima volta in assoluto che il settore si trova di fronte a casi come questo, che nonostante le limitate (ed evidentemente nulle) responsabilità, solleverà non poche preoccupazioni da parte degli organi regolatori e dimostra ancora una volta come sia difficile sviluppare un sistema di guida autonoma infallibile che garantisca la sicurezza di tutte le parti coinvolte.

Alla fine del 2017, i veicoli di prova di Uber avevano già percorso due milioni di miglia in circa tre anni, con una media di 84.000 miglia a settimana sulle strade pubbliche, senza causare alcun incidente.

Appare però quanto mai chiaro che, anche in presenza di sistemi di guida autonoma impeccabili, gli incidenti possono comunque accadere. Gli esseri umani commettono errori e sono inclini ad un comportamento impulsivo, ecco perchè appare praticamente impossibile riuscire a prevedere le loro azioni, sia che si tratti di persone alla guida che pedoni, come in questo caso.

Il mercato dovrà anche interrogarsi sulle questioni legali che entrano in gioco in caso di incidenti che coinvolgono i veicoli a guida autonoma, e come saranno affrontato quando diventeranno più comuni.

In questo caso, il capo della polizia Moir ha affermato che Uber potrebbe non essere responsabile, ma il guidatore di riserva potrebbe andare incontro a qualche accuse.

FONTE: TNW
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