Le ultime dichiarazioni di Elon Musk costano care a X: "bruciati" milioni di dollari

Le ultime dichiarazioni di Elon Musk costano care a X: 'bruciati' milioni di dollari
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A metà novembre, vi abbiamo raccontato della fuga degli inserzionisti da Twitter-X a causa di alcune dichiarazioni controverse di Elon Musk, l'ex-CEO dell'azienda, sul conflitto tra Israele e Palestina. A una settimana di distanza dall'inizio della polemica, abbiamo finalmente un calcolo dei danni economici causati a Twitter dai post di Elon Musk.

Secondo il New York Times, sarebbero stati ben 100 i brand internazionali "fuggiti" da Twitter-X. Stiamo dunque parlando di un centinaio di aziende che avrebbero interrotto le loro inserzioni sulla piattaforma: tra di esse, inoltre, vi sarebbero dei colossi pubblicitari su X, tra cui compagnie del calibro di Apple e di IBM. In passato, X era riuscita a recuperare inserzionisti con una politica estremamente aggressiva e con la fornitura di spazio pubblicitari completamente gratuiti per chi tornava a promuovere i propri prodotti e servizi sul social.

A inizio anno, infatti, c'era già stata una fuga di inserzionisti da Twitter-X, dovuta all'insediamento di Elon Musk come CEO dell'azienda. Negli ultimi mesi, la questione si era lentamente risolta: le aziende che storicamente pubblicavano le proprie pubblicità su X - a partire da Apple e General Motors - sono piano piano tornate sulla piattaforma. Il 17 novembre, però, Apple ha sospeso nuovamente le pubblicità su X dopo che una serie di dichiarazioni di Elon Musk sul conflitto tra Israele e Hamas sono state bollate da alcuni critici come "antisemite".

Dopo Apple, un effetto-cascata ha colpito tutte le aziende partner di Twitter-X, spingendo un centinaio di brand ad allontanarsi dalla piattaforma social. Secondo il NYT, inoltre, anche diverse organizzazioni non-governative e internazionali (a partire dall'UE), insieme a vari candidati politici, avrebbero interrotto le proprie campagne pubblicitarie su X, causando un crollo nei ricavi della compagnia.

In termini numerici, il Times riporta una riduzione di 75 milioni di Dollari nei guadagni di X per quest'anno, mettendone seriamente a rischio la tenuta economica. Per questo stesso motivo, proprio X ha intentato una causa legale contro la Anti-Defamation League (ADL), una delle principali realtà a sostegno della comunità ebraica americana, che secondo l'azienda avrebbe "consapevolmente creato delle immagini che mostravano le pubblicità delle aziende accanto a post antisemiti, neonazisti e suprematisti sulle pagine di X".