Un comune ha vietato le chat Whatsapp tra genitori e professori. "Sono ingestibili"

Un comune ha vietato le chat Whatsapp tra genitori e professori. 'Sono ingestibili'
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Ha quasi dell'incredibile quanto riportato oggi da Repubblica, in occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico. L'assessore di Monte San Savino, un piccolo comune in provincia di Arezzo, ha infatti deciso di vietare i gruppi Whatsapp tra genitori e professori.

Il motivo? Le chat sarebbero diventate praticamente ingestibili, nonostante in molte parti d'Italiano siano viste come un metodo utile per facilitare le comunicazioni tra professori e genitori, oltre che un modo per migliorare la programmazione scolastica.

D'accordo con la decisione anche le maestre, secondo cui i gruppi Whatsapp sarebbero diventate una riunione perenne, al punto che in molte le avevano addirittura correlate a quello che è un vero e proprio secondo lavoro. "Spesso si condividono argomenti extra-scolastici, confidenze personali, fotografie, locandine di eventi, saluti, messaggi vocali. Sono diventate ingestibili e per questo abbiamo deciso di bloccarle" fa sapere un'insegnante.

L'assessore alle Politiche Sociali in una dichiarazione rilasciata a Repubblica ha affermato senza mezzi termini che le chat "generavano stress e distorcevano le informazioni".

Non è la prima volta che questo strumento finisce sotto l'occhio della critica. Lo scorso anno a Rosignano Marittimo una preside aveva vietato le chat tra genitori e professori, definendole "devastanti". Caso analogo anche a Mareno di Piave di Vazzola, a Treviso, dove la dirigente scolastica aveva invitato gli insegnanti ad "astenersi dal partecipare a chat createsi tra alunni e prof" al fine di evitare situazioni che "potrebbero incidere sul clima della classe ed avere conseguenze civili e penali".

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