Un modello fisico cerca di spiegare come nascono le stelle

Un modello fisico cerca di spiegare come nascono le stelle
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Alcuni astronomi e astrofisici hanno trovato nuove prove secondo cui gli ammassi stellari si formino attraverso collisioni tra enormi nubi molecolari. Il tutto tramite lo strumento SOFIA, il ricevitore tedesco attualmente in uso per studi e ricerche nel campo astronomico.

I risultati sono stati pubblicati nelle riviste mensili della Royal Astronomical Society.

Tutte le stelle si formano da gigantesche nubi di gas molecolare e polvere interstellare. Anche il Sole non è stato da meno. Le tracce della "nascita" del Sole sono ormai andate perdute, in quanto il fenomeno è avvenuto troppo tempo addietro, ma in generale il processo di "nascita" delle stelle è tutt'ora in corso all'interno della Via lattea ed altrove nell'universo.

Gli ammassi stellari si generano al centro di nubi molto scure, che rendono le prime fasi della loro formazione troppo nascoste alla vista. Ma queste nuvole emettono radiazioni nell'infrarosso, quindi i telescopi come lo Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy, in sigla SOFIA, possono in parte rivelare i segreti di questi oggetti. SOFIA è in sostanza un Boeing 747SP particolare: E' stato modificato per trasportare un telescopio di 2,7 metri di diametro.

I modelli tradizionali affermano che la forza di gravità è responsabile della formazione di stelle e ammassi. Osservazioni più recenti suggeriscono che anche i campi magnetici sono coinvolti e possono persino dominare il processo di creazione.

"Le stelle sono alimentate da reazioni nucleari che creano nuovi elementi chimici", ha detto Thomas Bisbas, ricercatore post-dottorato presso l'Università della Virginia, Charlottesville, Virginia, e l'autore principale del documento che descrive questi nuovi risultati. "L'esistenza stessa della vita sulla terra è il prodotto di quella stella esplosa miliardi di anni fa, ma non sappiamo ancora come queste stelle - incluso il Sole - si siano formate".

I ricercatori hanno studiato la distribuzione e il movimento del carbonio ionizzato attorno ad una nube molecolare. Sembrano esserci due componenti distinte del gas molecolare che si scontrano tra loro a velocità superiori a 32.000 chilometri all'ora. La distribuzione e la velocità dei gas molecolari e ionizzati sono coerenti con le simulazioni delle collisioni tra le nubi, che indicano che i gruppi di stelle si formano come conseguenza della compressione del gas in seguito all'onda d'urto creatasi mentre le nube si scontrano.

"Questi modelli di formazione stellare sono difficili da valutare se si segue un unico punto di vista", ha affermato Jonathan Tan, professore alla Chalmers University of Technology di Gothenburg, in Svezia, nonché ricercatore principale. "Siamo ad un punto affascinante nel progetto, dove i dati che stiamo ottenendo con SOFIA possono davvero comprovare le simulazioni".

C'è da fare una precisazione però: Non esiste un consenso scientifico unanime sul meccanismo responsabile della creazione degli ammassi di stelle. Ma le osservazioni di SOFIA hanno sicuramente aiutato gli scienziati a compiere un passo importante per scoprire questo meccanismo. Gli autori si aspettano che le future osservazioni saranno fondamentali per determinare se il processo delle collisioni tra le nubi è il solo meccanismo, se è il più diffuso, o persino se si tratta di un meccanismo universale per la formazione di ammassi stellari, valido in qualsiasi condizione.

Il professor Tan aggiunge: "Il nostro prossimo passo è quello di utilizzare SOFIA per osservare un numero maggiore di nubi molecolari. Solo allora potremo capire se le collisioni di nubi sono comuni e fondamentali per innescare la formazione di stelle nella nostra galassia".

L'immagine di copertina (in alta definizione in fondo alla news) è un'illustrazione delle nubi molecolari circondate da conformazioni atomiche, in verde, che sono state rilevate da SOFIA durante la ricerca.
Crediti immagine: NASA / SOFIA / Lynette Cook

FONTE: nasa
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