Un'unica (immensa) centrale eolica potrebbe alimentare l'intero pianeta

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Per alcuni ricercatori di Stanford una sola centrale eolica grande due volte l'Alaska nell'Oceano Atlantico potrebbe produrre energia a sufficienza per soddisfare il fabbisogno energetico del Pianeta intero. In altre parole: addio a carbone, petrolio e nucleare.

Gli Stati Uniti con la loro ambizione di tornare ad usare in massa il carbone stanno terrorizzando il mondo, ma la verità è che l'occidente sta facendo passi da gigante sul fronte ambientale: la Francia ha fissato numerosi obbiettivi ambiziosi da qua al 2040, altri Paesi ancora –come Germania, Irlanda e Galles– stanno riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e dal nucleare e le nuove tecnologie fanno davvero ben sperare.

A questo si aggiunge un'affascinante studio dei ricercatori del Canegie Institution for Science dell'Università di Stanford. Per il team sarebbe possibile alimentare l'intero Pianeta con un'unica centrale eolica collocata a Nord dell'Oceano Atlantico. Insomma, una vera e propria utopia ambientalista che, evidentemente, tanto utopica non è.

I venti in pieno oceano tendenzialmente hanno una velocità del 70% superiore a quelli che giungono fino nelle aree continentali. E, a quanto pare, venti più forti = maggiore energia. I ricercatori –riporta Futurism.com– denunciano in particolare il fatto che nelle normali distese di pale eoliche, queste siano a distanza eccessivamente ravvicinate l'una dall'altra. Il tutto per motivi fisiologici ineliminabili salvo consumare porzioni di terreno eccessive. Un problema che in pieno oceano non si pone, ovviamente, riuscendo solo con questo ad evitare una perdita di potenziale di produzione energetica del 10%. I due fattori combinati (disposizione delle pale e maggiore e continua forza dei venti) porterebbe ad un aumento della produzione di due o addirittura tre volte rispetto alle centrali normali.

Una distesa grande il doppio dell'Alaska potrebbe produrre 18 milioni di megawatts di energia elettrica, una quantità sufficiente a soddisfare l'intero fabbisogno energetico mondiale.

I problemi, riporta sempre Futurism.com, sarebbero tre: la costruzione della centrale, non facile visto che stiamo parlando di strutture complesse da far galleggiare nel mezzo dell'oceano, e, quindi, i cavi con cui trasportare l'energia prodotta nel resto del mondo. Insomma, un'unica centrale che dovrebbe essere connessa ad ogni Paese, una bella sfida con le tecnologie attuali. Inoltre, paradossalmente, una simile struttura, raccogliendo una simile quantità di vento, diminuirebbe le temperature in Antartide di circa 20 gradi. E le conseguenze di un simile stravolgimento sono tutto fuorché note.

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