L'Unione Europea è pronta a sciogliere la dipendenza dai chip americani

L'Unione Europea è pronta a sciogliere la dipendenza dai chip americani
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Attualmente il mercato dei semiconduttori sta vivendo una fase di profonda incertezza, con schede video introvabili e prezzi aftermarket alle stelle. Questa situazione perdura da circa un anno ed è diventata talmente critica che persino gli organismi governativi nazionali e sovranazionali stanno cercando di correre ai ripari.

Parliamo in particolare della forte spinta dell'Unione Europea nella creazione di stabilimenti per la produzione di chip all'interno del territorio comunitario poichè, ricordiamo, attualmente la capacità produttiva di semiconduttori dell'Unione Europea è di circa il 10% dell'intero mercato.

La situazione messa in risalto dallo shortage globale di chip è quindi aggravata da una spinta produttiva interna estremamente ridotta ed evidenza inequivocabilmente come il mercato europeo dipenda strettamente dalle catene di produzione americane e asiatiche.

Secondo quanto emerso però, sembra che i piani dell'Unione Europea sul controllo di questa "dipendenza ad alto rischio" puntino ad aumentare la capacità di produzione interna fino ad almeno il 20% del mercato globale entro il 2030.

Oltre alla formazione della European Microelectronics Alliance, un ente sovranazionale che punterà appunto alla promozione della crescita della produzione continentale, è al vaglio anche l'approvazione del piano Digital Compass Project, che copre diverse aree di interesse, dalla produzione di semiconduttori allo sviluppo della copertura 5G sul territorio.

FONTE: GIZCHINA
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