Gli uomini di Neanderthal erano nuotatori provetti e si tuffavano in cerca di conchiglie

Gli uomini di Neanderthal erano nuotatori provetti e si tuffavano in cerca di conchiglie
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Una nuova analisi di 171 conchiglie, trovate in un sito archeologico di Neanderthal in Italia, suggerisce che questa popolazione ormai estinta si immergeva per andare a recuperare strumenti sul fondo dell'oceano. Molto prima dell'arrivo degli umani moderni e delle loro pratiche innovative sulla pesca.

Il luogo in cui sono stati trovati questi antichi manufatti, conosciuto come la Grotta dei Moscerini, è stata scavato per la prima volta nel 1949, e il contenuto è stato datato a più di 70.000 anni fa. Sfortunatamente, la grotta non è più accessibile, ma il suo assortimento di conchiglie è stato ben curato ed analizzato nel corso dei decenni.

Otre ad essere state modellate a mano, quasi un quarto di queste conchiglie erano state raccolte sott'acqua vive. "Gli animali vivi che vivevano nel mare avevano un guscio lucido", ha spiegato al New York Times l'archeologa Paola Villa dell'University of Colorado Museum of Natural History. Molti dei gusci erano sottili e affilati, ciò suggerisce che gli antichi uomini utilizzarono i carapaci come degli strumenti.

Questa scoperta, insieme a tante altre, suggerisce che i Neanderthal avessero una grande dimestichezza nelle attività legate all'immersione e al nuoto. Lo studio ha anche trovato resti di pietra pomice all'interno della grotta, usate molto probabilmente come strumenti di abrasione. "Nel loro insieme, ci sono prove per costruire un caso secondo cui alcuni individui o popolazioni di Neanderthal avrebbero potuto immergersi per le risorse acquatiche", afferma a The Guardian il ricercatore Matthew Pope dell'Istituto di Archeologia della UCL (non coinvolto nello studio).

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