Uomo sente la "voce di Dio" dopo aver assunto un antibiotico: cos'è l'antibioticomania?

Uomo sente la 'voce di Dio' dopo aver assunto un antibiotico: cos'è l'antibioticomania?
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La percezione della realtà avviene mediante la decodifica degli stimoli sensoriali da parte del cervello. La scienza ha valutato la spiazzante risposta su cosa si prova durante un'allucinazione, eppure alcuni fenomeni restano insondabili. Oggi vedremo la storia di un uomo che ha sperimentato allucinazioni dopo l’assunzione di un antibiotico.

Un rapporto medico psichiatrico ha portato alla luce un avvenimento che ha dello straordinario. Un uomo di 50 anni ha subito un potente stato allucinatorio dovuto all’assunzione di antibiotici per contrastare una polmonite di origine batterica.

A due giorni dall’assunzione, il soggetto, senza precedenti psichiatrici e mai sottoposto a cura antibiotica, ha manifestato alterazione emotiva, sbalzi d’umore, irritabilità e incoerenza verbale. Questi sintomi, caratteristici della mania, hanno permesso di constatare lo stato di alterazione psichica.

In seguito il paziente è stato trasportato d’urgenza presso una struttura psichiatrica a Ginevra e la sua testimonianza al personale medico è sconvolgente. Il soggetto, la notte seguente alla somministrazione dell’antibiotico, ha dichiarato di aver avvertito presagi di morte e di aver sentito la voce di Dio che gli annunciava di essere stato prescelto per un’importante missione. Gli psichiatri hanno identificato tale sintomatologia come allucinazione uditiva, determinante uno stato di psicosi.

La diagnosi degli esperti sul caso, pubblicato nel 2021 sulla rivista BMC Psychiatry, fa corrispondere tale stato ad un rarissimo effetto collaterale del trattamento antibiotico, noto come antibioticomania.

Nel 2017 diversi casi associati alla rara condizione sono stati inseriti in uno studio di revisione per analizzare il fenomeno. Pascal Sienaert, psichiatra dell'Università Cattolica di Leuven, in Belgio, ha dichiarato "Ho visto, nella mia esperienza, almeno tre casi, uno con episodi ripetuti" e continuando "I miei colleghi hanno avuto tutti dei casi. Quindi, se si sommano questi numeri in tutto il mondo... c'è sicuramente una sottostima dei casi".

Sienaert e il suo team di ricerca sono riusciti ad individuare alcuni degli antibiotici associati alla condizione allucinatoria indotta, ovvero la claritromicina, la ciprofloxacina e l’ofloxacina. Per trattare le condizioni psichiatriche antibiotico-indotte, i ricercatori hanno constatato che molti di essi sono stati trattati con antipsicotici.

In relazione al paziente di Ginevra, i medici si sono limitati ad adottare un farmaco per trattare i sintomi d’ansia e le convulsioni. In questo caso è bastato sospendere il trattamento antibiotico per annullare gli effetti maniacali. Purtroppo, pur cambiando antibiotico per trattare la polmonite, l’uomo ha manifestato nuovamente i sintomi allucinatori, costringendo i medici a interrompere di nuovo il trattamento, così da permettergli, una settimana dopo l’assunzione, di tornare in uno stato ottimale.

Per quale motivo un “semplice” antibiotico ha provocato questi effetti?

Sienaert e il suo team di ricerca hanno provato ad avanzare un’ipotesi. Secondo quest’ultima, infatti, alcune classi di antibiotici andrebbero ad influire sul sistema GABAergico del cervello, fungendo da inibitori dell’acido gamma-amminobutirrico, neutrotrasmettitore responsabile della regolazione dell’eccitabilità dei neuroni.

"Questo potrebbe spiegare perché, in queste circostanze, nasce la mania. Inibendo un neurotrasmettitore inibitorio, ciò si traduce in una funzione eccitatoria" ha concluso Sienaert.

Ulteriori ipotesi hanno valutato l’azione microbicida degli antibiotici su parte della flora intestinale, causando disfunzioni mitocondriali.

Altre sostanze capaci di provocare stati allucinatori sono le sostanze psichedeliche che alterano la percezione della realtà.

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