Gli USA ammettono, "abbiamo spiato Huawei, ma nel rispetto della legge"

Gli USA ammettono, 'abbiamo spiato Huawei, ma nel rispetto della legge'
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La pittoresca vicenda che vende al centro il duello tra Huawei e Stati Uniti acquista un ulteriore tassello: gli Stati Uniti ora ammettono ufficialmente di avere spiato l'azienda cinese sfruttando l'U.S. Foreign Intelligence Aurveillance Act — la controversa legge che permette di spiare organizzazioni straniere sospettate di terrorismo.

L'attività di spionaggio sarebbe stata giustificata dalle indagini su Mang Wanzhou, la CFO di Huawei arrestata ad inizio di dicembre in Canada. La Wanzhou è accusata di aver aggirato le sanzioni sull'Iran anche grazie all'aiuto di aziende e banche americane. Ieri l'udienza presso la Corte di Brooklyn, dove il Procuratore Alex Solomon ha menzionato l'esistenza di alcune prove che ricadono sotto il FISA — vale a dire, ottenute tramite spionaggio (sia vecchio stile che informatico).

Il FISA consente di spiare un'organizzazione straniera nel caso esistano sospetti fondati che questa rappresenti un pericolo per la sicurezza nazionale, ad esempio perché coinvolta in attività di terrorismo o spionaggio.

Questo episodio non è legato con i sospetti sulla sicurezza delle infrastrutture 5G di Huawei, ma con le accuse di aver aggirato le sanzioni economiche contro l'Iran grazie all'aiuto della Skycom, un partner americano dell'azienda cinese.

Skycom avrebbe agito come sussidiaria non ufficiale di Huawei, fornendo copertura ai cinesi per fare affari con l'Iran, in violazione del diritto internazionale. Sfruttando la Skycom, Huawei, secondo le accuse, avrebbe fornito prodotti e servizi sotto embargo all'Iran, trasferendo poi anche ingenti somme di denaro con la complicità di alcune banche.

FONTE: Reuters
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