Il Vallo di Adriano: il muro più celebre della storia dell'Occidente

Il Vallo di Adriano: il muro più celebre della storia dell'Occidente
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Il muro più celebre della storia d'Occidente è, e rimarrà per sempre, il Vallo di Adriano (il Vallum Hadriani), il cui nome deriva proprio dall'imperatore romano che incaricò la sua costruzione: Adriano. Questo confine artificiale cela una storia molto interessante, che ruota tutta intorno ad una domanda: perché venne eretto?

All'inizio del regno di Adriano, durato dal 117 d.C. fino al 138, si stava vivendo un periodo di forte crisi militare, non solo nelle isole britanniche. L'impero stava perdendo la sua egemonia in gran parte delle sue province medio-orientali e africane, come l'Egitto o la Mauritania (che si estendeva dall'attuale Marocco fino all'Algeria). Tutti questi territori sembravano accomunati solo da un unico fattore: l'essere state conquistate dal predecessore Traiano.

Adriano non voleva che la propria immagine venisse sminuita rispetto a quella dei grandi imperatori passati. Decise, quindi, di avviare delle politiche estere che garantissero "l'ordine" per tutto l'Impero. Per fare questo, bisognava, però, lanciare un messaggio. E quale modo migliore poteva esserci se non ergere un'imponente costruzione nel confine più settentrionale raggiunto dai romani?

Per questo, all'inizio del 122 d.C., per ordine dell'imperatore, il governatore romano nella Britannia, Aulo Platorio Nepote, diede il via ai cantieri per costruire il famoso limes (confine) difensivo. Ci si chiede, però, a livello accademico se Adriano avesse voluto creare veramente un muro di 117 km solo per "sentirsi protetto" da una qualche insurrezione nella parte dell'isola britannica non ancora conquistata, la Caledonia (l'odierna Scozia).

E' molto probabile che questo sia stato un motivo di estrema importanza per l'imperatore e i suoi successori, ma non l'unico. E' possibile, infatti, che il limes venne costruito nella convinzione di poter bloccare i costanti flussi migratori provenienti dal nord della provincia e conservare parte dei costumi che le legioni presenti sul territorio stavano coltivando insieme alle altre popolazioni conquistate.

Ad ogni modo, il Vallo venne completato nel giro di dieci anni circa e si estese per tutta la Stanegate, un'importante strada romana preesistente al 122 d.C., che univa l'odierna Carlisle (Cumbria, Inghilterra), ad ovest, con la città di Corbridge (Northumberland, Inghilterra), ad est.

Per un breve periodo di tempo il muro venne sorvegliato da truppe legionarie e unità ausiliarie dell'esercito, con un numero che andò sempre più a diminuire nel corso dei decenni. I momenti di maggiore crisi si presentarono nel 180 e tra il 196-197, in cui il Vallo venne seriamente danneggiato.

Fu per volere dell'imperatore Settimio Severo, dopo aver represso le tribù ribelli, che il Vallo venne riparato e la zona circostante riappacificata fino al III secolo. Per questo, tra la popolazione britannica, presto il Vallo d'Adriano cominciò ad essere nominato anche "Muro di Severo".

Entrati nell'ultimo e definitivo periodo di crisi dell'Impero romano d'Occidente, intorno al 410, molte delle truppe ancora presenti nelle aree più importanti del muro vennero ritirate, lasciando pieno campo d'azione agli Scozzesi, Sassoni e Pitti. Vi sono delle fonti che ci parlano delle presenza di alcuni piccoli gruppi romani armati in zone minori del limes, ma presto anche queste scomparirono dalla documentazione e il Vallo venne completamente abbandonato e cadde in rovina, come l'Impero che il suo costruttore aveva voluto tanto mantenere saldo.

Piccola curiosità su questa preziosissima testimonianza storica ancora esistente: potreste non sapere che George R.R. Martin, per scrivere i romanzi de "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco", si è ispirato proprio a questo limes romano per la Barriera al Nord.

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