Più è vecchio un pianeta, più possibilità ha di ospitare la vita

Più è vecchio un pianeta, più possibilità ha di ospitare la vita
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Per lo sviluppo della vita ci sono in gioco così tante variabili che cercarle tutti è impossibile. Durante la conferenza virtuale Goldschmidt 2020, un nuovo studio ha affermato che i pianeti rocciosi che si sono formati all'inizio della storia della nostra galassia della Via Lattea hanno maggiori possibilità di sostenere la vita.

Di quanto tempo stiamo parlando? 13.2 miliardi di anni. Questo perché i primi pianeti hanno avuto maggiori probabilità di avere la tettonica a zolle, campi magnetici e altre caratteristiche che favoriscono lo sviluppo e la persistenza della vita così come la conosciamo. "La tettonica a zolle è importante per l'abitabilità e sembra che esistessero le condizioni ottimali per i pianeti che si formano all'inizio della vita della galassia", scrive l'autore principale dello studio Craig O'Neill.

Il ricercatore, insieme ai suoi colleghi, ha studiato gli esopianeti della Via Lattea. "A causa delle grandi distanze coinvolte, abbiamo una quantità limitata di informazioni su questi esopianeti, ma possiamo comprendere alcuni fattori, come la posizione, la temperatura e qualche idea sulla loro geochimica" continua O'Neill. "Questo ci consente di modellare il modo in cui si sviluppano".

Gli esperti hanno scoperto che i pianeti che si formano relativamente presto nella storia della loro galassia hanno maggiori probabilità di sviluppare tettonica a zolle. I mondi senza questa caratteristica hanno meno probabilità di sviluppare la vita. "Questo non influisce solo sulla temperatura superficiale; ciò significa che il nucleo rimane caldo, il che inibisce lo sviluppo di un campo magnetico", afferma il ricercatore. "Se non c'è campo magnetico, il pianeta non è protetto dalle radiazioni solari e tenderà a perdere la sua atmosfera. Quindi la vita diventa difficile da sostenere."

Queste nuove idee, man mano che vengono sviluppare, aiuteranno sempre di più con la ricerca della vita nel nostro Universo.

FONTE: space
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