Vediamo 5 aspetti curiosi riguardo la civiltà romana

Vediamo 5 aspetti curiosi riguardo la civiltà romana
di

Una civiltà di forte ispirazione greco-classica, ma che è riuscita, nel corso dei secoli, a creare una propria identità ed espanderla in gran parte delle terre europee, africane e asiatiche. Scopriamo chi erano i romani e 9 curiosità generali che si affermarono nel corso di tutta la la loro storia.

  • Le navi romane non erano remate da schiavi

La civiltà romana aveva sviluppato un'immensa flotta che le permise, col corso dei secoli, di affermare il proprio predominio per tutto il Mediterraneo. Essa era prevalentemente formata dalle galee, delle grandi imbarcazioni che, però, dovevano essere remate.

Al contrario di quello che potremmo immaginare, chi addetti a questo arduo compito non erano gli schiavi. Nella società greca e, di conseguenza, in quella romana era diffuso il concetto di "militarismo civile". Secondo questo pensiero, se eri cittadino romano, era tuo dovere combattere per la tua città o per il tuo Impero.

Nei casi in cui nelle flotte militari venissero accolti degli schiavi, questi dovevano essere liberati prima o dopo la battaglia - dipendeva dal proprietario.

  • Non tutti i romani parlavano il latino

Soprattutto dopo l'affermazione dell'Impero di Augusto, la civiltà romana, nel suo momento di picco demografico, riuscì a raggiungere 65 milioni di abitanti. Come potrete immaginare, anche pensando all'estensione che l'Impero raggiunse, non tutti potevano parlare il latino.

Spesso era la lingua della legge, della politica, dell'esercito, ma non del popolo comune. Anche quando cominciarono ad essere integrati i barbari tra le fila delle unità militari, molti di questi non abbandonarono la loro lingua madre.

Mentre i contadini liberi e popolani parlavano il volgare locale, l'aristocrazia era bilingue, cioè conosceva alla perfezione sia il latino che il greco. All'omicidio di Cesare, per esempio, si pensa che uno degli assassini avesse urlato in greco e non in latino contro il corpo del dittatore.

  • La filosofia non era così tanto apprezzata nella società romana

Al contrario della società greca classica, dove la filosofia divenne un caposaldo su cui ergersi, Roma era ostile a questa disciplina - per quanto possa suonare paradossale, considerando che figure come Seneca e Marco Aurelio erano cittadini romani.

Secondo gli storici, vi erano due motivi di astio nei confronti della filosofia: prima di tutto era un'invenzione greca e, de facto, la Grecia classica non esisteva più ed era diventata solo un dominio; inoltre, la riflessione sul significato delle cose e dell'individuo poteva distogliere gli uomini dai loro doveri nei confronti dello Stato.

  • I generali raramente combattevano in prima persona nei campi di battaglia

Nonostante, al tempo, venissero celebrati nell'arte e nella letteratura, i generali romani dirigevano lo scontro, non lo "vivevano in prima persona". Solo in pochi casi documentati questi si videro costretti a combattere faccia a faccia contro il nemico.

Questo, però, non li rendeva meno "eroici". Se l'esito della battaglia era negativo, la responsabilità era del generale e doveva pagare lui in prima persona con una morte onorevole.

  • Le persecuzioni ai cristiani erano, secondo loro, giustificate

I romani erano convinti che l'equilibrio dell'Impero si fondasse sulla Pax Deorum (la pace degli dei): se i cittadini dell'Impero si fossero comportati bene, i dei pagani li avrebbero ripagati con prosperità.

Con l'approdo delle idee cristiane, soprattutto nei strati poveri della società, si iniziò ad affermare che le divinità del pantheon romano fossero delle creature malvagie. Di conseguenza, se il comando politico avesse lasciato diffondere questo pensiero, l'ira degli dei si sarebbe potuta scagliare su Roma e quello che era diventata.

Questa convinzione rimase viva nella società romana fino all'ascesa del tanto discusso imperatore Costantino.

FONTE: BBC Extra
Quanto è interessante?
3